giovedì 8 dicembre 2016

Le Rose del Re – ebook gratuito - Supplemento a Donne e Parole (Sulle orme di Leonard Cohen)

Le Rose del Re - ebook gratuito


Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen


Iannozzi Giuseppe


van-gogh


Titolo: Le Rose del Re 
Autore: Iannozzi Giuseppe
Formato: pdf (circa 816 KB)
Pagine: 56
Supplemento a Donne e Parole (Sulle orme di Leonard Cohen)  di Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

LE ROSE DEL RE è coperto da diritti d’autore. Il presente lavoro non può essere riprodotto in nessuna forma e con nessun mezzo informatico, elettronico, meccanico, fotografico e cartaceo, né può essere rappresentato in pubblico (ad esempio in teatro, nei caffè letterari, in sale di proiezione, etc. etc.)

Chiunque volesse riprodurre in parte o in toto i contenuti di questo lavoro deve presentare espressa autorizzazione per iscritto all’autore, Iannozzi Giuseppe, con una e-mail al seguente indirizzo: giuseppe.iannozzi[at]gmail.com.


Le violazioni saranno perseguite a termini di legge.


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Acquista DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHEN - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario - Collana: Autori Poesia Contemporanea - Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 - Pagine: 604 - ISBN 9788876066450 - prezzo: 18 Euro


Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario 

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Perché leggere DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen

Al di là del fatto che questo volume, DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen, accoglie poesie mie, penso sia davvero un gran bel regalo da fare e da farsi, soprattutto oggi che la nostra società è sempre più avvezza al cinismo e alla cattiveria. C'è tutto in DONNE E PAROLE: amore platonico, amore pensato, amore fatto con il corpo ma sempre con l'anima in gola, amore cavalleresco, amore sofferto, amore idealizzato, amore disperato, amore perduto, amore pianto e sofferto, amore come religione, piccole delusioni affettive, sogni d'amore, etc. etc.
Le poesie, scelte fra le migliaia che ho scritto nel corso degli anni (15 o giù di lì), sono state tutte riviste e corrette nel corso di un anno. La cifra poetica non la so, non spetta a me dire: posso però dire qual è stato il mio intento... quello di portare, a lettrici e lettori, della poesia di sostanza, di emozioni non riciclate.

DONNE E PAROLE è dedicato alle donne, a Tutte le donne che, nel corso degli anni, mi hanno seguito leggendomi ed emozionandosi. Ed è dedicato al Sommo Maestro, Leonard Cohen, cui tutto devo. 

Inutile negare che da sempre sono stato influenzato dalla poetica di Leonard Cohen, Francesco Guccini, Pasquale Panella, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Claudio Lolli, Cesare Pavese, Dino Campana, Gabriele D'Annunzio, Guido Gozzano, Federico Garcia Lorca, Hermann Hesse, William Blake, George Gordon Byron, John Keats, Edgar Allan Poe, William B. Yeats, Walt Whtiman, Jacques Prévert, Pablo Neruda, etc. etc. Chiunque avrà modo di leggere DONNE E PAROLE, credo non potrà non rendersene conto. Al di là delle influenze poetiche masticate e digerite, in DONNE E PAROLE è evidente uno stile particolare, uno stile pienamente mio e originale che fa di me un autore lontano da un po' tutti gli stilemi attualmente in voga.
Giuseppe Iannozzi


Quarta di copertina - DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen nasce dall’esigenza dell’autore, Giuseppe Iannozzi, di portare, per la prima volta, a quanti amano la poesia, una antologia della sua migliore produzione poetica. L’autore ha quasi sempre rifiutato il titolo di “poeta”, nonostante sia stato detto tale in più di una occasione. DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen si prefigge lo scopo di accontentare lettori e lettrici che, nel corso degli anni, gli hanno chiesto di pubblicare un libro di poesie. In questa antologia, che raccoglie testi scritti nel corso di quindici anni, senza mai dirsi poeta a tutto tondo, l’autore parla della grandezza, della bellezza e della stupidità che sono nell’amore. Perché mai parlare e scrivere d’amore? Forse perché, oggi più di ieri, l’amore non esiste se non nel cuore di pochi ingenui ribelli, che non si sono rassegnati all’idea che i sentimenti siano stati sostituiti, in via definitiva, da stravaganti surrogati ad ore, o da velenose inflazioni che dir si voglia.

Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore.
Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e La lebbra (Il Foglio letterario), mentre nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (http://goo.gl/7fiaLo). Nel 2016 ha tradotto e curato Bukowski, racconta! (Il Foglio letterario). Ha inoltre curato l’editing di parecchi libri di narrativa e di saggistica per svariate case editrici. Attualmente si occupa dell’Ufficio Stampa de Il Foglio letterario (facebook.com/ilfoglioletterario/) e scrive per diverse testate online e la free press.

Sito web: iannozzigiuseppe.wordpress.com

Facebook: facebook.com/iannozzi.giuseppe

Twitter: twitter.com/iannozzi

DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHEN - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario - Collana: Autori Poesia Contemporanea - Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 - Pagine: 604 - ISBN 9788876066450 - prezzo: 18 Euro

venerdì 4 novembre 2016

Luca Gamberini - Mi sgridi i piedi - Youcanprint - recensione di Iannozzi Giuseppe

Mi sgridi i piedi - Luca Gamberini


La semplice voce di un uomo libero


Iannozzi Giuseppe


Mi sgridi i piedi - Luca Gamberin

Mi sgridi i piedi è l'ultima silloge di Luca Gamberini per Youcanprint. Luca Gamberini non guarda a Virgilio, Catullo, Omero, Ovidio, Orazio, Saffo: i suoi riferimenti sono altri, molto più immediati e popolari ma non per questo meno validi. Mi sgridi i piedi canta la libertà libera da regole e costrizioni, canta il vivere quotidiano con i suoi drammi, piccoli o grandi che siano. La poesia di Gamberini, in versi liberi, non s'aggroviglia, non si mangia la coda né si perde dietro all'Ouroboros. Per il poeta è più importante e fondamentale essere vagabondo, secondo quella declinazione che dettarono negli anni Settanta Alberto Salerno e Damiano Dattoli attraverso una canzone, "Io vagabondo", canzone portata al successo dalla band dei Nomadi e che ancor oggi è inno mai passato di moda. Gamberini poeta riconosce i suoi propri limiti, non pretende di essere un novello Walt Whitman pur ricalcandone - in maniera consapevole o no - i passi.

In Mi sgridi i piedi il poeta canta l'amore, il vivere quotidiano e non da ultimo un Ego molto umile - mai inflazionato o enfiato a favore della stupidità borghese -, senza nascondere né a sé né ai suoi lettori che è il poeta prigioniero di un sogno, di una realtà che non poche volte sfocia e si ritrova immersa nel mare magnum di un idealismo arcadico.

Per voce di Prospero, il Sommo Bardo ci rassicurava o quasi: «Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d'un sogno è racchiusa la nostra breve vita». E' fuor di dubbio che Luca Gamberini conferisce anima e corpo ai suoi sogni, e poco davvero importa che siano questi (soltanto) su carta. Gamberini ama e ama forte, non si nasconde dunque dietro a delle false ombre e nemmeno si rifugia nella bieca intimità di certe maschere di comodo: sa di essere un sognatore e che mai niente cambierà la sua natura, anche se per questo non gli saranno risparmiate ambasce e delusioni.

"Il vento non poteva sapere dell'inganno nelle tue parole,/ non le avrebbe mai fatte respirare a me. [...] Il fuoco, forse, poteva sapere dell'inganno nelle tue parole,/ lui ha bruciato tutto il tempo passato ad aspettare te.": in questi semplici versi il cantore esplica appieno quella che è la sua naturale condizione di uomo prigioniero di uno spietato solipsismo, filosofia di vita che il poeta suggella in ogni sua lirica, perché la personalissima realtà di Gamberini può risolversi e compiersi soltanto nel pensiero poetico.

Luca Gamberini è un irriducibile sognatore, ma, a ben vedere, la poesia la crea chi sa sognare e non rinuncia al sogno né a quel sognare che fa dei poeti una sorta di bambini, cresciuti sì ma a modo loro.
Perché leggere Mi sgridi i piedi? Perché, in un panorama poetico perlopiù assente, Luca Gamberini è una voce genuina, sposata alla semplice eppur significativa bellezza di Paolo Conte, Sergio Endrigo, Fred Buscaglione.

Acquista Mi sgridi i piedi di Luca Gamberini



Disponibile in formato cartaceo:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/mi-sgridi-i-piedi.html

E come ebook:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/mi-sgridi-i-piedi-ebook.html

Mi sgridi i piedi - Luca Gamberini - Youcanprint - prima edizione: 2016 - pagine: 66 - ISBN: 9788892607033 - Prezzo: 10 Euro

Luca Gamberini su Facebook:


Piazza Fontana. Caffè sangue Vol. 1 – Patrice Avella – Il Foglio letterario - recensione di Iannozzi Giuseppe

Piazza Fontana

PATRICE AVELLA

Un romanzo di possibili verità storiche


Iannozzi Giuseppe


Piazza Fontana - Patrice Avella 

Su e intorno alla strage di Piazza di Fontana si è detto molto, sempre con i piedi di piombo però ché è ancora tabù parlare di quel maledetto 12 dicembre del Sessantanove: Marco Tullio Giordana esce nel 2012 con un film, “Romanzo di una strage”, un libero adattamento del libro di Paolo Cucchiarelli “Il segreto di piazza Fontana”; e sempre nel 2012, per i tipi Newton & Compton, Vito Bruschini esce con “La Strage. Il Romanzo di Piazza Fontana”.

Piazza Fontana. Caffè sangue Vol. 1 di Patrice Avella, scrittore francese, esce in Italia per Il Foglio letterario. Nel 2012, a Parigi, il lavoro di Patrice Avella ha ricevuto «le Prix du Livre Européen et Méditerranéen» dalla Fondation Jean Monnet, nella categoria “Roman et cinéma”. E’ la prima volta che un autore straniero scrive della strage di Piazza Fontana i cui strascichi sono oggi più che mai attuali, in tutta Italia, da Aosta a Palermo. E’ un romanzo magmatico quello di Patrice Avella, magmatico perché, forse per la prima volta nella storia della Letteratura italiana e non, l’autore mette a nudo tanti e tanti sepolcri imbiancati partendo da Roma, dalla città eterna che di eterno, nel corso dei secoli, ha solo saputo mantenere vivo il malaffare e i segreti di Stato. Piazza Fontana. Caffè sangue, per certi versi, potrebbe anche essere un romanzo scomodo, ed è questo uno dei motivi precipui per cui val davvero la pena di leggerlo con somma attenzione. Impossibile ridurre la trama e i tanti particolari, tutti vagliati alla luce della ragione e della Storia, in un riassunto nemmeno buono per un Bignami, ciò non renderebbe difatti giustizia all’enorme e puntiglioso lavoro che l’autore ha svolto per concretizzare un romanzo che ambisce a essere ritratto di una Italia che dalla strage di Piazza Fontana in poi non si è mai più risollevata; e difatti, ancor oggi, politica e malaffare vanno a braccetto, e non solo a Roma.

La strage di Piazza Fontana, capitolo oscuro della storia italiana che, probabilmente, non verrà mai del tutto chiarito: il 12 dicembre del 1969 alle ore 16:37, nella Milano degli anni di piombo, furono fatti esplodere 7 chili di tritolo. L’attacco terroristico provocò la morte di 17 persone e il ferimento grave di altre 88. In un primo momento si addossò la colpa agli anarchici e alla sinistra. Indro Montanelli fu tra i primi a esprimere profondi dubbi sul fatto che fossero stati gli anarchici: “Io ho escluso immediatamente la responsabilità degli anarchici per varie ragioni: prima di tutto, forse, per una specie di istinto, di intuizione, ma poi perché conosco gli anarchici. Gli anarchici non sono alieni dalla violenza, ma la usano in un altro modo: non sparano mai nel mucchio, non sparano mai nascondendo la mano. L’anarchico spara al bersaglio, in genere al bersaglio simbolico del potere, e di fronte. Assume sempre la responsabilità del suo gesto. Quindi, quell’infame attentato, evidentemente, non era di marca anarchica o anche se era di marca anarchica veniva da qualcuno che usurpava la qualifica di anarchico, ma non apparteneva certamente alla vera categoria, che io ho conosciuto ben diversa e che credo sia ancora ben diversa...” (da “La notte della Repubblica” di Sergio Zavoli, Roma, Nuova Eri, 1992).

Marc Augé: l’Occidente sta anticipando una religione – Il calcio come fenomeno religioso – recensione di Iannozzi Giuseppe

Marc Augé: l'Occidente sta anticipando una religione


Football. Il calcio come fenomeno religioso


Iannozzi Giuseppe


Marc Augé - Football

Il calcio, un gioco, uno sport, e anche e soprattutto un fenomeno religioso. Il calcio ha origini antiche, più di quanto si possa pensare; già nel II e III secolo a.C. esisteva qualcosa di simile al calcio, il cinese tsu' chu o cuju (蹴鞠, cùjú, letteralmente "palla spinta con il piede"). Una palla, riempita con piume e capelli, doveva passare attraverso una porta di canne di bambù. Circa cinquecento/seicento anni dopo, in Giappone, nacque il kemari, gioco tutt'ora praticato. Nell'antica Grecia, nel IV secolo a.C., si giocava l'episciro, mentre gli antichi romani, già nel II secolo a.C. praticavano l'harpastum, una variante dell'episciro, che i romani ebbero modo di conoscere nel corso di alcune campagne di guerra. Il calcio moderno si diffuse però nei college britannici, intorno al 1835. Inizialmente il calcio fu uno sport d'élite, per pochi bennàti.

Marc Augé, etnologo e antropologo francese di indubbia fama e grandezza, fa il punto sul calcio intenso come fenomeno religioso nel suo saggio Football. Il calcio come fenomeno religioso (EDB Dehoniane, collana "lampi"). Il calcio, oggi come oggi, non è più soltanto un gioco o uno sport, è un fenomeno che ha in sé molte connotazioni oppiacee che ne fanno un vero e proprio fenomeno religioso. Nel suo breve ma puntiglioso saggio, Marc Augé, prendendo spunto da quanto scrive Émile Durkheim ("Per quanto riguarda i fatti sociali, noi abbiamo ancora una mentalità da primitivi."), spiega: "Quale che sia il rispetto che portiamo ai sacerdoti, ai giornalisti sportivi o agli arbitri di calcio, bisogna ammettere che fanno parte dell'oggetto di studio e non dovrebbero essere, in quanto tali, osservatori privilegiati". E infatti oggi, chi più chi meno, tutti parlano di calcio e più o meno tutti si dicono degli esperti in materia. Perché? Se ieri il calcio era uno sport elitario, oggi non più: il calcio è difatti un fenomeno che ha contagiato milioni di persone appartenenti a un po' tutte le classi sociali, anche se, a onor del vero, il popolo è il suo maggiore fruitore. Per una partita, capace di aggregare milioni di persone in diversi punti del globo terrestre, c'è anche chi è disposto a uccidere: le risse fra le tifoserie, ahi noi, sono un piaga che non accenna a smorzarsi. Sottolinea Marc Augé: "Il calcio, come pratica e come spettacolo, è «un nuovo oppio dei popoli» o è l'occasione di una presa di coscienza «di classe»? Lo sport e, in particolare, gli sport di squadra hanno un valore formativo in un periodo, la vigilia del 1914, che i politici concordano nel descrivere come minaccioso, oppure essi tendono a indebolire in anticipo la combattività dei cittadini? La guerra, lei, no che non è un gioco." E ancora: "... un'implicazione sociologica o politica non è evidente e, forse, molto saggiamente, Tony Mason su questo punto si limita a considerazioni prudenti; egli non esclude che la partecipazione o l'assistere alle partite abbia contribuito al rafforzamento di una coscienza di classe ... Oppio o stimolante? Entrambi forse, nello stesso modo in cui si può osservare che i movimenti religiosi possono contribuire nel corso della storia, simultaneamente o in successione, all'oppressione o alla liberazione di coloro che vi aderiscono." Per quanto, mirabilmente passato al setaccio da Marc Augé nel suo breve saggio, l'Occidente si trova forse di fronte all'anticipazione di una religione, pur non avendone ancora piena coscienza.

Football. Il calcio come fenomeno religioso di Marc Augé, suddiviso in cinque capitoli fondamentali (I. Un fenomeno sociale e antropologico. II. Virtù individuali e spettacolo.III. Professionisti e dilettanti. IV. Sport popolare ed elitario. V. Un rituale espiatorio. VI. Una nuova religione?), è un saggio fondamentale per comprendere l'attualità, i motivi per cui il calcio è, e probabilmente resterà nei secoli dei secoli, una religione forse ben più forte e aggregante rispetto a qualsiasi altra.

Marc Augé, etnologo e antropologo francese, è stato directeur d’études all’École des hautes études en sciences sociales di Parigi ed è tra i più significativi pensatori contemporanei. Noto per le sue ricerche in Africa occidentale, si è in seguito occupato dei mondi contemporanei e della dimensione cosmopolita che accomuna i popoli coloniali e l’Occidente. Tra le sue pubblicazioni più note : Un etnologo nel metrò (Elèuthera 2005) e Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità (Elèuthera 1996). Da Raffaello Cortina Editore sono apparsi di recente L‘antropologo e il mondo globale (2013),Il tempo senza età: la vecchiaia non esiste (2014) e Un etnologo al Bistrot (2015).

Marc AugéFootball. Il calcio come fenomeno religiosoEDB Dehoniane – Collana: «Lampi» - EAN: 9788810567296 – Pagine 48 – Prezzo € 6,00

Claudia Conte - Soffi vitali. Quando il cuore ricomincia a battere - recensione di Iannozzi Giuseppe

Soffi vitali. Quando il cuore ricomincia a battere


Claudia Conte


L'altra metà del cielo profuma di libertà


Iannozzi Giuseppe

Soffi vitali - Claudia Conte 


Qualora ce ne fosse bisogno, si sottolinea qui che è l’amore il motore che fa andare avanti l’universo. Possiamo dire che non è vero, che è invece l’istinto di sopravvivenza a regolare la vita; e anche questo è un punto di vista rispettabile (o darwiniano che dir si voglia).

Leggendo Soffi vitali. Quando il cuore ricomincia a battere (Intermedia Edizioni) di Claudia Conte, incontrando i protagonisti maggiori del romanzo, Marco e Valentina, non è possibile non far riferimento alla poetica di Fabrizio De André, a quella esplicata nel celeberrimo brano “Bocca di rosa”. Chi era Bocca di rosa? Non lo sappiamo, non con certezza: forse Marylin, un transessuale, forse una certa Liliana Tasso, una prostituta amica di Faber, anche se non mancano ipotesi diverse.
Marco e Valentina vivono le loro vite, apparentemente piene e tranquille: ma di fatto felici, nell’intimo dell’anima, non lo sono. Marco ha quaranta anni, ha una moglie e un figlio, ma al mattino, quando si sveglia, sempre si scopre triste e solo. Valentina, anche lei è sposata ed ha un figlio. Marco e Valentina si incontrano, o meglio Marco incontra gli occhi di Valentina e subito ne rimane stregato. I due protagonisti principali si impelagano in una relazione credendoci davvero che il loro incontro sia stato programmato dall’Amore, da un dio; e credendoci, prima con un po’ di ritrosia, poi con sempre maggior ardore, consumano le loro anime lasciando che si compenetrino l’una dentro l’altra.

Claudia Conte racconta la storia dell’amore intercorso fra il suo amico Marco e Valentina. Chi è Valentina? Valentina è la femme fatale, è l’amante ed è anche colei che porta l’amore, che lo vive per il tempo che l’amore è per lei tale, per poi lasciarlo andare libero o quasi. E Marco, chi è? Marco è un romantico, una sorta di moderno Werther che scrive lettere d’amore; ed è anche un uomo che, nel mezzo del cammin di sua vita, non ha ancora rinunciato a sognare, a credere che debba per forza di cose esistere l’anima gemella, l’altra metà del cielo. Quello che Marco non sa, che non può sospettare è che la donna da lui amata è un po’ come “Bocca di rosa”, non una prostituta però o una ninfomane tout court: Valentina soltanto è quel che è, uno spirito semplice quanto libero e, allo stesso tempo, non poco complicato.
L’autrice adotta uno stile semplice, a tratti confessionale, senza però mai portare dei giudizi morali, lascia dunque che siano i lettori a decidere che cosa sia giusto e cosa invece no. Soffi vitali è un romanzo rosa, al femminile: Claudia Conte non nasconde che così è. Nel corso dei secoli gli scrittori hanno sprecato non poco del loro prezioso tempo per scrivere della passione che lega un uomo a una donna e viceversa: alcuni esempi eccellenti, Le relazioni pericolose di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos, I dolori del giovani Werther di Johann Wolfgang Goethe, Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo, Ragione e sentimento di Jane Austen, Via col vento di Margaret Mitchell.

Si sono sprecati fiumi e fiumi di inchiostro nel tentativo di descrivere in maniera univoca il sentimento più forte che alberga nel cuore di uomini e donne; tutti hanno portato la loro versione dell’amore e di cosa esso è o dovrebbe essere. E anche Claudia Conte, con Soffi vitali (Intermedia edizioni) dice la sua sull’amore e sulle dinamiche che lo fanno esplodere. In Soffi vitali l’autrice intervalla capitoli di pura narrazione ad altri che sono delle vere e proprie lettere, rinnovando così, almeno in parte, la bellezza, l’intima magia propria del romanzo epistolare.

Soffi vitali. Quando il cuore ricomincia a battere sostanzialmente è un romanzo rosa che abbonda di freschezza, di vita, di una incrollabile fede che sarà l’amore alla fine a trionfare su ogni disgrazia umana e no; e se pecca di un po’ di ingenuità, non ne ha colpa la giovane autrice, Claudia Conte, ma solo l’Amore, questo sentimento così alto e divino che nessuno mai potrà imprigionare nella bontà di parole nobili o no.

Claudia Conte - Nel Giugno 2014 pubblica il suo primo romanzo “Soffi Vitali. Quando il cuore ricomincia a battere”, che sta presentando in tutta Italia e con personaggi della cultura e dello spettacolo. Premiata a Villa Sarsina con Antonio Lubrano e Filippo Laporta. È l’autrice più giovane ad aver presentato un’opera al Salone Internazionale del libro di Torino. Lo scorso dicembre ha ricevuto il prestigioso Premio in Campidoglio “Oscar dei Giovani 2015” per il suo poliedrico impegno in campo culturale.

Sito ufficiale di Claudia Conte: http://www.claudiaconte.com/

Claudia Conte - Soffi vitali. Quando il cuore ricomincia a battere - Intermedia Edizioni (Orvieto) - Isbn: 978-8867860944 - prezzo: 10 Euro

Gianluca Barbera - La truffa come una delle belle arti - Aliberti - recensione di Iannozzi Giuseppe

La truffa come una delle belle arti 

Filosofia truffaldina e ricerca della felicità 

nel nuovo romanzo di Gianluca Barbera


Iannozzi Giuseppe


La truffa come una delle belle arti - Gianluca Barbera

L’arte: una beffa, o più specificatamente una artistica forma di truffa, inutilità dall’uomo creata nel vanaglorioso tentativo di essere come Dio o perlomeno a esso più vicino. Ne sapeva qualcosa Andy Warhol il cui pensiero si può riassumere con le sue stesse parole: “Il problema con i classicisti / è che quando guardano un albero / non vedono altro / e disegnano un albero”. Per Warhol “l’arte non diventa nuova prima che siano passati dieci anni”, questo perché “solo allora essa appare nuova”. Warhol diceva anche che sarebbe andato all’inaugurazione di qualsiasi cosa, anche di una toilette, questo perché l’arte non si può pensare di farla, necessità impone infatti che venga fatta e basta; sarà poi il pubblico a decidere se trattasi di roba buona o schifosa; e mentre il pubblico ci pensa su, bene è che l’artista e che tale si ritiene continui a spacciare sul mercato altri tentativi artistici.

La truffa come una delle belle arti di Gianluca Barbera (Aliberti compagnia editoriale) è un divertissement che, per qualità e sostanza, aspira a essere (o a diventare) un classico. Gianluca Barbera narra le gesta piccoline, che sempre mettono a soqquadro il quieto vivere, dei catanesi Lopiccolo, dal 1842 a oggi. I Lopiccolo vivono di espedienti, amano donne barbute e si danno non poca pena per essere dei Don Chisciotte rovesciati tanto assurdi quanto picareschi. Petrus Lopiccolo, detto Pepè, porta avanti un circo di freak, peccato però che questi fenomeni da baraccone siano tutti più o meno acciaccati e svogliati, ridotti all’osso o al lumicino, ne consegue che per Pepè tirare a campare si fa, di giorno in giorno, più difficile. Che fare? Se i freak non sono più quelli dei bei tempi andati, c’è una sola soluzione a portata di mano: portare al pubblico creature immaginifiche che nessuno abbia mai visto davvero. Niente di più facile, perché il pubblico ama essere truffato scucendo dalle proprie tasche monete sonanti per vedere, ad esempio, l’impossibile sirena delle Galápagos. E’ in realtà la sirena un banale innesto fra tra la testa e il torso di uno scimpanzé e la coda di un tonno essiccato, questo però la gente non è in grado di capirlo né di immaginarlo. Pepè sciorina mezze verità a un pubblico divertito e poco incline a porsi delle domande. Solo quando sua maestà Ferdinando deciderà di vedere la sirena con i suoi occhi, Pepè si fa prendere un mezzo coccolone. Ferdinando non brilla per cultura, e forse nemmeno per acume, ma se c’è una cosa che non ama è di essere preso per i fondelli. Che dice Ferdinando di fronte alla sirena di Pepè? “Iiiiihhh, quant’è brutta! Maronna mia. È perfino peggio ’e mi suocera… E comm’ è fetusa! […] Cetto che bella bella non è… Però ce farebbe ’nu figurone, a palazzo. Vorrei accumprarla. Sarei disposto a paga’, diciamo… che ve ne pare de ’nu mijaio de ducati?”. A questo punto Pepè capisce che non può portare avanti il gioco. Ferdinando è disposto a pagare salato per avere la sirena, peccato sia un falso e che sua Maestà voglia prima farla esaminare da alcuni esperti affinché ne stabiliscano l’originalità. Non è possibile. Pepè nicchia, poi la sirena la fa finire male, in un rogo che non lascia della sirena creata ad arte una sola lisca. Un maledetto incidente! Pepè Lopiccolo se l’è vista brutta, certo che sì, però adesso deve ingegnarsi a trovare un altro motivo di attrazione per il suo circo.

sabato 1 ottobre 2016

DONNE E PAROLE - Giuseppe Iannozzi - in uscita a Novembre - Il Foglio letterario

DONNE E PAROLE

Giuseppe Iannozzi


In uscita a novembre 2016 per Il Foglio letterario


Edizione a tiratura limitata

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Donne e parole (Poesie d'amore) - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario - collana: Tascabili - Pagine: 350 - prezzo: 10 Euro - edizione a tiratura limitata

Donne e parole raccoglie poesie d’amore scritte nell’arco di più di quindici anni. Ogni poesia racconta un amore sognato o inventato, e in qualche caso vissuto appieno dall’autore, Giuseppe Iannozzi. Perché Donne e parole? Forse perché l’amore non può non essere poesia, sentimento talvolta stuprato per esser usato in contesti balordi e insignificanti, così l’autore tenta oggi di restituire alle donne, all’amore e alle parole d’amore una loro dignità.


Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore. Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta) e La lebbra (Il Foglio letterario), nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta). Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (goo.gl/7fiaLo). Nel 2016 ha curato e tradotto alcuni apocrifi dando alle stampe Bukowski, racconta! (Il Foglio letterario).
Cura oggi l’Ufficio Stampa de Il Foglio letterario (http://www.ilfoglioletterario.it  - https://www.facebook.com/ilfoglioletterario/) e scrive per diverse testate online e la free press.

Il Foglio letterario 

http://www.ilfoglioletterario.it

venerdì 26 agosto 2016

I libri de Il Foglio Letterario per la NOTTE BIANCA a FOLLONICA. OGGI 26 AGOSTO, ORE 16 - 24

NOTTE BIANCA A FOLLONICA CON I LIBRI DE IL FOGLIO LETTERARIO






OGGI 26 AGOSTO, ORE 16 - 24 (e anche dopo) tutti i libri de Il Foglio Letterario (Gordiano Lupi) per la NOTTE BIANCA a FOLLONICA

Stand con tutti i libri del FOGLIO LETTERARIO.

E' questa un'ottima occasione per scoprire, acquistare e leggere tanti tantissimi libri di ottima qualità e sostanza. Tutto i libri in catalogo (http://www.ilfoglioletterario.it/catalogo.htm) li potrete trovare presso lo stand de Il Foglio Letterario, Notte Bianca a Follonica.
Va da sé che potrete trovare anche "Bukowski, racconta!" (a cura di Iannozzi Giuseppe - http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Narrativa_Bukowski.htm)

Partecipate numerosi, assicuratevi di accaparrarvi un po' di sana e buona cultura ad un prezzo davvero popolare. Diffondete quanto più possibile la notizia su social network e quant'altro. Grazie a Tutte/i.

Il comunicato è anche qui:

http://iannozzigiuseppe.tumblr.com/post/149501357229/notte-bianca-a-follonica-con-i-libri-de-il-foglio

 oltreché sulle pagine da me gestite qui su Facebook, su Twitter, Google+, Linkedin, etc. etc.

domenica 31 luglio 2016

Racconto apocrifo di Bukowsk - BUKOWSKI, RACCONTA! - a cura di Iannozzi Giuseppe - Acquista dall'editore e in libreria - Il Foglio letterario

Un naso importante per Gloria


Apocrifo bukowskiano


traduzione di Iannozzi Giuseppe


Bukowski, racconta! - a cura di Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Questo apocrifo bukowskiano, Un naso importante per Gloria, è apparso su Il Foglio letterario (estate 2016 - anno 17, n.2) che potete scaricare gratis in formato pdf.

L.A. brulica di pazzi che si buttano in strada per ripetere la solita solfa: “La città degli angeli sprofonderà. Salvatevi!”
Cercano di seppellirsi in un lavoro ben retribuito, ma non c’è scelta: o accetti di morire - con la schiena curva su una scrivania - per pochi dollari, o punti tutto quello che non hai su un paio di cavalli e poi, vada come vada, ci bevi su.
Ray C. sta in una roulotte puzzolente, beve di brutto e fuma ancor di più mentre, con le dita grassocce, pesta i tasti sulla macchina per scrivere. Ha buone idee, non è fortunato però. L’editor che si è trovato, un certo Gordon, gli sputa sempre in faccia che non sa troncare un racconto. Ray è un cavallo di razza, un Tolstoj americano, ed è per questo che Gordon lo odia.
Sono stato dal mio amico R.C. Abbiamo bevuto mezza bottiglia di rosso annacquato. Abbiamo parlato poco, del più e del meno. E alla fine l’ho lasciato da solo, perché me l’ha chiesto quasi supplicando: a tutti i costi vuole, e deve, provare a mettere nero su bianco un racconto che, da troppi giorni, lo sbrana in un’emicrania ossessiva togliendogli il respiro.
In tasca ho giusto pochi dollari. Farei forse bene a seguire l’esempio del mio amico, rintanarmi nella mia topaia in affitto e scrivere come un ossesso e morta lì. Ma c’è un gran bel sole e le donne in strada non aspettano altro che qualcuno le noti.
La seguo con gli occhi già da un bel pezzo. Impossibile che non si sia accorta di me. Continuo a fissarle il fondoschiena. Ogni tanto si gira e mi butta un’occhiata addosso. Non sorride. Fa la misteriosa. Il gioco la eccita.
Continuo a starle incollato al culo.
All’improvviso si ferma. Fermo anch’io il passo.
Per un po’, in silenzio, ci sfidiamo sotto il sole.
“Hai un naso importante”, dice lei rompendo il nostro silenzio fatto di sole occhiate.
“E tu un culo da paura”, ribatto io.
Accenna un sorriso. Ha un corpo butirroso, biondo di sole… una manza che fa sangue. E’ una di classe e cerca solo un’avventura senza complicazioni. Glielo leggo in faccia.
“Ce l’hai una casa?”
“Sì e no.”
“Che fai?”
“Non faccio niente. Quando mi annoio scrivo. E tu?”
“Io mi annoio, e oggi in particolar modo.”
“Hank. Per gli amici Hank e basta.”
“Per gli amici Hank e basta”, ripete lei. Sospira. “Gloria. E mi piace che un uomo mi abbracci forte.”
Non me lo faccio ripetere. Mi porto al suo fianco e le cingo la vita. Gloria sorride. Non se la passa male Gloria: sta in un appartamento di tutto rispetto. Mi racconta che è un regalo del marito morto anzitempo. Non dovrei crederle. Grattandomi la zazzera, smozzico un  poco convinto. Sorride. Si spoglia con naturalezza.
“Ci vorrebbe del vino”, sputo lì leccandomi i baffi.
“Hai ragione, Hank.”
Gloria si squaglia in cucina per meno d’un minuto e torna con in mano due bottiglie di rosso, di quello buono. Ce le scoliamo sul divano.
“Hai un naso importante!”, osserva Gloria ridendo di gusto, con malizia. “Te l’ho già detto giù in strada”, aggiunge titillandosi la passerina.
“Ti piace?”
“Un naso così non è comune.”
Lei sorride, io no. Non ci penso su, le salto addosso. Gloria si lascia andare. Non dice una parola.
Scopiamo per un’ora buona, dopodiché, esausti e sudati, ci scolliamo.
Gloria mi sorride mentre le accarezzo le gambe ben tornite, anche se sento il bisogno di svuotare la vescica.
“Dov’è il bagno?”
Gloria tace per mezzo secondo: “Mettimelo in culo, Hank. Non hai bisogno di andare in bagno, non con me.”
Mi mostra il culo, una vera favola di carne che aspetta di essere penetrata. Glielo ficco dentro.
Lei mugola. Le piace sentirlo dentro di sé e le piace che le faccia un po’ male.
“Amore, liberati!”
Spingo dentro, con tenerezza selvaggia e libero la vescica. Lei grida che è bello, che le sto facendo male, che è così che le piace il gioco. Eiaculo forte. Non glielo leverei più dal culo, ma Gloria si libera, non regge più tutto quello che ha dentro. Si alza in piedi barcollando: lungo le gambe le scivolano sottili rivoli di sperma e urina. Sono eccitato, non riesco a non esserlo. Mi alzo anch’io e glielo sbatto di nuovo dentro, in culo. Non ho mai amato troncare sul più bello, proprio no.

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 «Bukowski, racconta!»


Nel corso dell’ultimo ventennio su Charles Bukowski si è detto di tutto e di più, con cognizione di causa o no. Intorno alla figura dello scrittore maledetto sono fiorite diverse leggende metropolitane, e va da sé che in molti hanno tentato di imitarlo, senza però riuscirci. Da quando Fernanda Pivano l’ha fatto conoscere al mondo, l’ascesa di Bukowski è stata inarrestabile; e anche dopo la sua morte, avvenuta a 73 anni, tutti i suoi lavori continuano a essere stampati e ristampati con grande successo. Non serve pubblicità, l’opera di Bukowski vende e basta, anche se molti accademici, ancor oggi, si ostinano a non omaggiarlo.
In Bukowski, racconta! sono raccolti alcuni lavori bukowskiani apocrifi, di difficile o impossibile attribuzione: una manciata di poesie e molti racconti, oltre a una intervista inedita allo scrittore. Il materiale qui presentato, in prima battuta apparve su diversi giornali underground: poesie e racconti recavano una sola iniziale, una B o una C, e in rari casi un nome, Henry. Impossibile dire se siano delle prove di scritture nate dalla mano di Charles Bukowski o se siano invece opera di uno o più ubriaconi che ieri tentarono di imitarlo; fatto sta che, per stile e tematiche trattate, le poesie e i racconti presenti in questo volume sono dannatamente intriganti, pulsanti di un politicamente scorretto, che solo Hank (forse) sapeva maneggiare con impareggiabile classe anarcoide.

Giuseppe Iannozzi
(detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore. Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta) e La lebbra (Il Foglio letterario), nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta). Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (goo.gl/7fiaLo). Scrive per diverse testate online e la free press.

Sito web: iannozzigiuseppe.wordpress.com

Facebook: facebook.com/iannozzi.giuseppe

Twitter: twitter.com/iannozzi


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"Bukowski, racconta!" dall'Editore


Bukowski racconta! .

Bukowski, racconta!

Curatore: Iannozzi Giuseppe
Editore: Ass. Culturale Il Foglio
Collana: Narrativa
Formato: Brossura
Pubblicato: 08/04/2016
Pagine: 190
Lingua: Italiano
Isbn o codice id 9788876066177
Prezzo: 14 Euro

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giovedì 14 luglio 2016

«Bukowski, racconta!» l’omaggio di Giuseppe Iannozzi al grande poeta e scrittore – recensione di Luigi Milani

«Bukowski, racconta!»


L’omaggio di Giuseppe Iannozzi al grande poeta e scrittore


recensione di Luigi Milani - Fonte: GraphoMania

In sintesi

In “Bukowski, racconta!” Giuseppe Iannozzi raccoglie alcuni lavori bukowskiani ritenuti apocrifi, di difficile o impossibile attribuzione.

Bukowski, racconta! - a cura di Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario 

Era solo questione di tempo: sapevo che prima o poi avrei trovato associati i nomi di Charles Bukowski e di Giuseppe Iannozzi. Entrambi poeti e scrittori, ribelli e refrattari alle regole dell’establishment. Proprio così: leggendo le poesie graffianti e talvolta spudorate di Iannozzi mi sono trovato ad accostarle spesso a quelle dell’ex factotum Bukowski.
Ma chi era Bukowski? Un alcolizzato disperato, un “vecchio sporcaccione”, un cialtrone imbrattacarte come tuttora alcuni irriducibili detrattori tuonano, o un grande narratore al livello di Hemingway e Jack London?

Bukowski sfuggiva alle facili definizioni, alle etichette appiccicate da critici benpensanti ed editori incapaci di leggere oltre la lettera delle parole scabre battute caparbiamente a macchina dall’autore. Nel raccontare fedelmente le vite al margine di tanti disadattati e derelitti, l’autore ha rappresentato l’altra faccia dell’America, il rovescio della medaglia del sogno americano. L’esito perverso di un modello di società che produce mostri: alienazione, povertà… pazzia.

Così non possiamo non accogliere con il dovuto entusiasmo Bukowski, racconta! Dopo anni di riedizioni e rimasticature del vasto corpus letterario del sempre verde autore originario di Andernach, il volume curato da Giuseppe Iannozzi rappresenta una piacevolissima, inaspettata novità.

Vi si trova raccolto materiale molto interessante, non altrimenti reperibile: da una (im)probabile intervista rilasciata a Ferlinghetti a un’accurata selezione di racconti perlopiù brevi, seguita da un accorto campionario di poesie ben rappresentative del talento bukowskiano.
A proposito dei racconti, è difficile dire quali siano attribuibili con sicurezza a Henry Chinaski – alter ego di Bukowski – e quali invece siano apocrifi. Ma in fondo anche questo aspetto passa in secondo piano, dal momento che per stile e contenuto suonano bukowskiani a tutti gli effetti.
Chiude il volume una funzionale antologia critica, utile soprattutto a chi si accosta per la prima volta all’opera di Charles Bukowski.

Concludo plaudendo alla veste grafica del libro, gradevole e curata, come costume del resto per i titoli editi da Il Foglio Letterario.

Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.

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Bukowski racconta! .

Bukowski, racconta!
Curatore: Iannozzi Giuseppe
Editore: Ass. Culturale Il Foglio
Collana: Narrativa
Formato: Brossura
Pubblicato: 08/04/2016
Pagine: 190
Lingua: Italiano
Isbn o codice id 9788876066177
Prezzo: 14 Euro

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