venerdì 21 marzo 2014

“La lebbra” di Giuseppe Iannozzi. Acquista la tua copia autografata dall’autore

LA LEBBRA


di Giuseppe Iannozzi

 

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Descrizione
 
Martino, dal profondo Sud, dopo la morte dei genitori, decide di cercare fortuna a Torino. Martino disprezza l'Islam e il mondo musulmano; ha letto un solo libro, il sermone ("La rabbia e l'orgoglio") di Oriana Fallaci. Martino ignora però le cause che hanno scatenato l'11 settembre. Si innamora di Aidha, una ragazza musulmana, ma Aidha è un'esca per prenderlo in trappola. Un noir esistenzialista che strizza l'occhio a Boris Vian.

Perché leggere LA LEBBRA?

Perché si parla della piaga dell'islamofobia. Perché è un pamphlet in risposta a La rabbia e l'orgoglio della Fallaci. Perché è un noir esistenzialista à la Boris Vian. Perché tratta un argomento più che mai attuale e che ogni giorno fa discutere.

Qualche dettaglio in più!

LA LEBBRA – Il romanzo racconta la storia di Martino, di un giovane neanche poi troppo giovane, che dal profondo Sud, da una società prettamente rurale e chiusa in sé stessa e nei suoi pregiudizi, dopo la morte dei genitori, decide di tentare la sorte nel Nord Italia.
Martino disprezza l’Islam e il mondo musulmano tutto: in realtà ha letto un solo libro, il sermone (“La rabbia e l’orgoglio”) di Oriana Fallaci, che l’ha profondamente impressionato, così tanto che ne ha fatto la sua personale bibbia di sopravvivenza. Martino ignora però le cause che hanno condotto il mondo occidentale sull’orlo del disastro dopo l’11 settembre. Prende alla lettera il sermone e per lui la verità è solo quella che la Fallaci dichiara nel suo pamphlet. Di primo acchito Martino potrebbe sembrare una sorta di anarco-fascista, ma in realtà è più che altro un fasciocomunista con poche idee e una gran confusione in testa: è una persona incapace di distinguere il Bene dal Male, una sorta di bambola umana prigioniera dei pregiudizi di cui si è nutrito attraverso un unico libro. Martino odia l’Islam perché è stata la Fallaci a consigliargli la ‘rabbia e l’orgoglio’. Ignora che la Fallaci, in un primo tempo atea di stampo illuminista, nel corso degli anni ha finito con l’abbracciare la Chiesa Cattolica stringendo amicizia con mons. Rino Fisichella e il cardinale Joseph Ratzinger.
Martino odia chiunque non sia italiano. Odia gli stranieri. Odia gli immigrati, che, a suo avviso, riceverebbero molti privilegi da parte dello Stato italiano mentre gli italiani come lui no. Martino fugge dunque nell’Italia settentrionale con il suo misero bagaglio: ma una volta entrato in stazione subito si accorge che il Nord non è poi diverso dal Sud. A Torino credeva di trovare una società pulita (ariana), non contaminata dagli stranieri: con sua grande sorpresa, appena fuori dalla stazione di Porta Nuova, si trova a contatto con una società multirazziale. Che fare?

Breve estratto

Aidha rideva. Non c’era dubbio alcuno. Rideva e rideva di lui. Per Dio, era così diversa! Eppure era lei, senz’ombra di dubbio. Rideva, in maniera oltremodo sguaiata, imperdonabile per qualsiasi donna di fede islamica. E non nascondeva i capelli, che lunghi e corvini baciavano e si lasciavano baciare dalle dita di Gabriele. Entrambi ridevano.

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La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario - Pagine: 150

ISBN-10: 8876064540 - ISBN-13: 9788876064548 - Prezzo: € 14

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