domenica 5 ottobre 2014

Félix Luís Viera: la meglio poesia. La patria è un’arancia – di Iannozzi Giuseppe

Félix Luís Viera: la meglio poesia

La patria è un'arancia


di Iannozzi Giuseppe


La patria è un'arancia- Felix Luis Viera 


Di rado i poeti contemporanei mi emozionano. Il perché è presto detto: nel corso dei secoli i poeti hanno detto tutto il possibile, e l'impossibile anche. I contemporanei, nel migliore dei casi, non fanno altro che scimmiottare i poeti passati alla Storia: si ripetono, dicono con altre parole ciò che è stato detto migliaia di volte in milioni di poesie da assai più valenti poeti. Certi poeti contemporanei, o poetastri che dir si voglia, non hanno né la tempra del poeta illuminato, né hanno alcuna capacità di innovazione linguistica. Va da sé che valgono poco, che valgono niente, nonostante i tanti immeritati allori che gli vengono tributati da alcuni critici prezzolati e senza scrupoli (da critici che solo pensano a immettere sul mercato un poetastro con un bel faccino candido, spacciandolo per Arthur Rimbaud o Jack Kerouac, con il fine di farne un personaggio, forse utile solo a reggere il microfono in certi talk-show notturni dappoco).


Félix Luís Viera 


Dopo questa necessaria premessa, l'incontro con il Poeta cubano Félix Luís Viera è stata per me una folgorazione, che ha attraversato cuore mente spirito. Il perché è presto detto: Félix Luís Viera è un poeta che narra la vita, quella vera. Leggere Luís Viera è incontrare la vita, senza inutili abbellimenti e orpelli. "La patria è un’arancia" (traduzione di Gordiano Lupihttp://www.ilfoglioletterario.it/catalogo_cubana_la_patria.htm - Il Foglio letterario) è una silloge tra le più significative della poesia mondiale e non, semplicemente, di quella cubana. In Italia, grazie a Gordiano Lupi, le sue poesie sono per nostra somma fortuna disponibili; non sono invece disponibili i suoi romanzi eccetto uno, ed è un vero peccato, perché se la narrativa di Viera è della stessa pasta della sua poesia, allora ci stiamo perdendo una fetta inimmaginabile di Cultura.

Il rapporto del Poeta con la sua terra è, per certi versi, uguale e tanto forte come quello con la donna amata. Viera riconosce i soprusi e le ingiustizie, che circolano tra Cuba e il Messico. Ama la sua terra, quella che gli ha dato i natali, ma non la patria, la patria di Fidel Castro, che, purtroppo, è per nulla dissimile a un grande campo di stermino, dove ogni giorno vengono ordinati pogrom in perfetto stile stalinista. Ogni poesia di Viera pulsa di vitalità, di passione, di coraggio, di benevola forza atta a contrastare la tirannia dilagante. E così, se un giovane tredicenne punta il coltello alla tua gola di poeta chiedendoti di scegliere fra la borsa e la vita, ecco che "questa storia non la sa quasi nessuno" e che "è solo un esempio". Non sopravvive il poeta, forse neanche le sue poesie sopravvivono, e non sopravvivrà a lungo il giovane uomo (di 13 anni) che nel quartiere di Tepito vive a metà, consapevole e inconsapevole che la sua vita sarà breve, perché nei testicoli, già da ben prima che nascesse, c'era già il veleno della droga, veleno trasmessogli da padre e madre. Questa è la poesia di Félix Luís Viera, quella di un vero Poeta che rifiuta gli allori di moda, che sa tradurre la vita, anche la più cruda, in poesia senza omettere realtà o abbellire la verità con verminosi giri di parole.

La patria è un'arancia - Félix Luís Viera - traduzione di Gordiano Lupi - Il Foglio letterario - ISBN 9788876063138 - pagine 200 - € 15,00
Félix Luís Viera nasce a Santa Clara, Cuba (18 agosto 1945). Pubblca le raccolte poetiche: Una melodía sin ton ni son bajo la lluvia (Premio David di Poesia della UNEAC, 1976 – Ediciones Unión, Cuba), Prefiero los que cantan (1988, Ediciones Unión, Cuba), Cada día muero 24 horas (Editorial Letras Cubanas, 1990), Y me han dolido los cuchillos(Editorial Capiro, Cuba, 1991) y Poemas de amor y de olvido (Editorial Capiro, Cuba, 1994). Pubblica le raccolte di racconti: Las llamas en el cielo (Ediciones Unión, Cuba, 1983), En el nombre del hijo (Premio della Crítica 1983 – Editorial Letras Cubanas – Nuova Edizione nel 1986) e Precio del amor (Editorial Letras Cubanas, 1990). Pubblica i romanzi: Con tu vestido blanco (Premio Nacional per il Romanzo della UNEAC 1987 e Premio della Crítica 1988. Ediciones Unión, Cuba), Serás comunista, pero te quiero (Ediciones Unión, Cuba, 1995), Un ciervo herido (Editorial Plaza Mayor, Puerto Rico, 2003) e il romanzo breve Inglaterra Hernández (Ediciones Universidad Veracruzana, 1997. Editorial Capiro, Cuba, 2002). Il suo libro di racconti Las llamas en el cielo è considerato un classico del genere nel suo paese. Molte sue creazioni sono state tradotte in diverse lingue e sono uscite in alcune antologie pubblicate a Cuba e all’estero. Nel suo paese natale ha ricevuto diversi premi per il suo lavoro in favore della cultura. Ha diretto la rivista Signos, di proiezione internazionale e dedicata alle tradizioni della cultura. In Italia lo conosciamo per il romanzo più recente, Un ciervo herido, uscito come Il lavoro vi farà uomini (L’Ancora del Mediterraneo), un lavoro interessante che affronta il tema delle UMAP (Unidades Militares de Ayuda a la Producción). Félix Luís Viera denuncia con lo strumento del romanzo la piaga dei campi di lavoro rieducativo, veri e propri campi di concentramento realizzati a Cuba nei primi anni Sessanta, dove venivano confinati omosessuali, sacerdoti, santeros, rockettari e antisociali di ogni tipo. Il romanzo è stato ben accolto da critica e pubblico, è stato per cinque mesi tra i libri più venduti di Miami, ha circolato in Spagna, Porto Rico, Messico, Italia e altri paesi. Nel 2011, Felix Luis Viera ha pubblicato in Messico El corazón del rey, che racconta i primi passi della instaurazione del socialismo a Cuba e la raccolta poetica La patria es una naranja, ispirata alla nostalgia per la terra natale e alla vita in Messico dal 1995.