domenica 5 ottobre 2014

Giovanni Schiavone: Il dio osceno. Recensione di Iannozzi Giuseppe

Giovanni Schiavone: Il dio osceno

La grande letteratura


di Iannozzi Giuseppe


Il dio osceno - GIovanni Schiavone 

Letteratura. Dovremmo dire che la Letteratura, quella con la "L" maiuscola è morta con Pasolini o con Gadda? Sarebbe esercizio critico alquanto noioso. E dovremmo forse fare un distinguo fra letteratura e narrativa? Sarebbe un altro esercizio noioso.
Diciamo allora che esistono scrittori che sanno scrivere e scrittori che invece non sanno scrivere. Oggi come oggi, tutti dicono d'essere degli scrittori, anche se poi hanno scritto solo il loro nome e cognome sulla fatica di un ghostwriter. Tutto ciò è piuttosto osceno: la decadenza delle arti è un dato di fatto. E però ci sono scrittori veri, che per scrivere un libro ci impiegano anche dieci/quindici anni. E' il caso, ad esempio, di Giovanni Schiavone che ha dato alle stampe IL DIO OSCENO (Italic Pequod - acquista dall'editore senza spese di spedizione), un romanzo difficile, difficile perché non ricalca gli stereotipi in voga, perché non è la solita storiella campata in aria per dare sfogo al proprio ego. Giovanni Schiavone rifugge le mode, punta molto molto più in alto: non si lascia costringere nella prigione delle etichette. Il suo romanzo, IL DIO OSCENO, qualcuno potrebbe definirlo un mero romanzo di fantascienza e liquidarlo così, su due piedi. E' allora necessario sottolineare che IL DIO OSCENO non è fantascienza, non è il solito romanzetto Urania. IL DIO OSCENO è un romanzo complesso, che è escheriano e barocco al tempo stesso, dove la spiritualità si scontra con la carnalità.

Giovanni Schiavone 

Giovanni Schiavone misura, con grande sapienza, ogni parola e ogni battuta. Niente è superfluo ne IL DIO OSCENO. Il mondo che l'autore descrive è sempre in bilico, è un universo che cade a pezzi, un universo, in una certa misura dickiano, ma anche lynchiano e cronenberghiano; sarebbe difatti un torto assai grave definire l'ottimo lavoro di Giovanni Schiavone un romanzo che si preoccupa soltanto di ripescare le paranoie dickiane. IL DIO OSCENO è un lavoro eccelso, che comprende in sé una perfetta amalgama di filosofie: ben riconoscibile è il pensiero nicciano (quello de "Il crepuscolo degli dèi" e "L'Anticristo"), la fallibilità della spiritualità legata alla carnalità (Søren Kierkegaard con "La malattia mortale", "Aut-Aut" e quindi "Il diario del seduttore"); e molti sono anche gli spunti filosofici che vengono da pensatori quali Arthur Schopenhauer, Seneca e Platone. Giovanni Schiavone non si limita però a una identificazione nelle filosofie, entra a diretto contatto con un magma letterario di altissimo livello, passando dalle ossessioni di August Strindberg a quelle di H.P. Lovecraft, sino ad arrivare alle nitide allucinazioni di William S. Burroughs; e nel mezzo ci sono "Il Doctor Faustus" di Thomas Mann, e tanti temi cari a Emil M. Cioran e Michail Bulgakov. IL DIO OSCENO è un romanzo che presenta, in tutta la sua attualità, quello che potremmo definire un “nichilismo demiurgico”.


Non è facile dire della trama de IL DIO OSCENO di Giovanni Schiavone, questo perché, in ogni capitolo, quel che prima era una certezza, in quello immediatamente successivo viene smentito e ribaltato.  Siamo nel 2027. Jean Blaise è il protagonista, non assoluto, de Il DIO OSCENO. Jean Blaise è Direttore dell’Aphosrei Newspaper; accade però che un giorni incontri Giona Quetzàl, uno scienziato venuto da Marte. Quetzàl mette sull’avviso Jean: da tempo è in atto un complotto interplanetario il cui fine ultimo sarebbe quello di annientare la vita e non semplicemente l’uomo. Jean, suo malgrado, si troverà al centro di cospirazioni più grandi di lui; perderà ogni cosa e nel tentativo di salvare quella umanità che lui conosce, dovrà fidarsi di tanti personaggi, tutti, in una certa misura, ambigui. L’incubo di Jean è senza fine: verrà messa in discussione la sua stessa nascita ed esistenza, mentre intorno a lui ogni frammento di certezza cadrà a pezzi, bruciata. Jean incontrerà l’inuk Paul, Thomas Twin, una sorta di contraltare, ma soprattutto dovrà fare i conti con Gabriele Selenio. Chi è in realtà Gabriele Selenio? Un semidio o un impostore? Un angelo o un demone? Gabriele è il colonizzatore della Luna, di una Luna che divora gli uomini,  ma potrebbe anche essere una sorta di angelo che, a modo suo, giustifica non poche nefandezze per mettere in riga i mortali, con il solo fine però di portare a termine il piano di un dio, di un dio osceno.
Giovanni Schiavone non dimentica né la lezione di George Orwell né quella del grande scrittore portoghese, José Saramago: l’autore mette infatti in luce il fattore umano dietro l'evento, in una chiave allegorica escheriana, facendo colto riferimento a “Il vangelo secondo Gesù Cristo”, ma anche alla mostruosa ambiguità che è nel “Cristo Marziano” di Philip José Farmer.

IL DIO OSCENO di Giovanni Schiavone è Opera eccelsa, che rifugge la stupidità dei cliché narrativi oggi tanto in voga. E’ un romanzo, a dir poco, fondamentale per la Letteratura italiana e non, un lavoro che se José Saramago avesse avuto la possibilità di leggere, non avrebbe esitato a definire eccezionale. E’ un vero romanzo, vale a dire non artificioso, scritto da un vero scrittore. 

Giovanni Schiavone, con IL DIO OSCENO, ha aperto nuove vie per la grande Letteratura, vie che l’autore ha già percorso portandosi avanti, lasciando indietro tanti e tanti pennivendoli. Giovanni Schiavone è nato il 29 gennaio 1983 a Torino, dove scrive e lavora. Ha dedicato quindici anni alla stesura de Il dio osceno, il suo primo libro.

Il dio osceno - Giovanni Schiavone - Italic Pequod - ISBN 9788896506950 - pp. 178 - € 16