domenica 7 febbraio 2016

Il futuro è la memoria conservata nei libri – Sotto un cielo di carta – Roberto Ritondale – recensione di Iannozzi Giuseppe

Il futuro è la memoria conservata nei libri


Sotto un cielo di carta - 
Roberto Ritondale


Iannozzi Giuseppe

sotto un cielo di carta - Roberto Ritondale 

In un mirabile saggio firmato da Umberto Eco e Jean-Claude Carrière, “Non sperate di liberarvi dei libri” (uscito per Bompiani nel maggio del 2009), i due intellettuali mettevano in nuce l’oscurantismo galoppante di questo nostro tempo storico sempre più versato a introdurre entro i canali della comunicazione, di massa e non, un disastroso numero di bubbole. Per Eco e Carrière la memoria raccolta nei libri non è (o non sarebbe) destinata a morire, per cui né l’incessante trascorrere del tempo, né la mutevolezza delle mode potranno mai ridurre la cultura a un cumulo di cenere, o peggio ancora a un flusso di dati elettronici per soli e-reader. Il libro cartaceo si fa dunque mezzo culturale immortale, proprio di tutti quegli uomini che non possono (e non vogliono) rinunciare alla realtà per seppellirsi in una anarchia scomposta e deviante, quella di internet, che purtroppo sta abituando molti e moltissimi a non pensare più con la loro propria testa; diretta conseguenza di tutto ciò è quella di dire, quasi o sempre, giusta e corretta la stupidità carnevalesca prodotta nel web.

Sotto un cielo di carta di Roberto Ritondale, romanzo d’esordio con Leone editore, conduce il lettore in un mondo dove il controllismo è quella politica che, dopo la Terza Guerra Mondiale, ha sostituito il comunismo e il capitalismo. Ma che cos’è il controllismo? E’ una brutta cosa che si propone di essere democrazia attraverso il controllo sistematico di tutta la sfera affettiva e culturale dei singoli. Nella società immaginata da Roberto Ritondale, la gente sottostà a un regime orwelliano che impone a ogni singolo individuo quali sentimenti provare e quali invece no. I libri sono stati banditi così come ogni altra forma di comunicazione che non avvenga attraverso un tablet governativo. La gente non pensa, non pensa più con la propria testa né prova sentimenti che non siano stati preventivamente approvati dal governo e che non siano costretti entro i ristretti limiti della virtualità.

Sotto un cielo di carta
è un romanzo che bene si colloca fra le grandi distopie immaginate da George Orwell, Aldous Huxley, Edgar Pangborn, Philip K. Dick, Ray Bradbury, José Saramago, Diego Cugia.

In Sotto un cielo di carta l’utopia negativa, che Roberto Ritondale sottolinea, è tanto attuale quanto allarmante: “Quanto più crescevano i rapporti virtuali, tanto più diminuivano quelli reali. Anche l’idea che tutti controllassero tutti, grazie a Internet, era solo un imbroglio. La rete si era fatta ragnatela, intrappolando invece di liberare, con una ristretta élite che controllava la massa inconsapevole”. In una ipotetica ma non impossibile Grande Nazione del Nord, il potere e la legge sono nelle mani di un solo uomo, il generale Sainon: attraverso l’utilizzo di un tablet governativo in dotazione a tutta la popolazione, il governo del controllismo traccia ogni movimento, desiderio, sentimento, lettura… Il tablet è parte integrante dell’individuo mai libero di esprimere sé stesso, sempre controllato per ogni virgola o punto, in più o in meno, nel lento fluire senza uno scopo dell’esistenza. L’ideologia del controllismo è tanto semplice quanto lobotomizzante: chiunque tenti di evadere dai dettami dell’ideologia del controllismo, subito viene richiamato, messo in riga o tradotto in specialissimi istituti di ricovero. L’ex cartolaio Odal Clean però non ci sta e si ribella forgiando slogan che sono dei veri e propri ossimori. E’ questo il solo modo che ha per tentare di rovesciare il regime, di portare un po’ di sale in una società oramai ridotta ai minimi termini, senza più sogni e desiderio di vivere sotto l’egida del libero arbitrio. Odal non è solo, ma non si può neanche dire che possa contare su delle grandi forze. Al fianco dell’ex cartolaio Odal resiste un pugno di nostalgici rivoluzionari, che s’impegnano a far conoscere ai giovani la forza della libertà, la bellezza di esprimersi attraverso ciò che soltanto le parole possono trasmettere quando vergate su dei fogli di carta. Il Codice 2435 ha abolito l’utilizzo della carta, vale a dire la possibilità di creare e trasmettere della cultura libera da ogni servaggio. Odal lotta per un mondo che non sia un drammatico limbo, lotta per un mondo che torni a essere reale, palpabile, perché se capitalismo e comunismo hanno portato alla Guerra, il controllismo ha dato luogo al peggio del peggio riducendo gli uomini a dei meri burattini privi di coscienza, ben lontani dalla possibilità di un dio di bontà e soprattutto da sé stessi.

Cinzia Tani
, scrittrice e giornalista (nominata Cavaliere nel 2004 su iniziativa del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi), spiega che in Sotto un cielo di carta di Roberto Ritondale c’è “lucentezza e tenebre” per quello che è un “magico talento letterario”.
Sotto un cielo di carta è un invito a non sottovalutare i libri come strumento di cultura e di memoria, perché soltanto leggendo i libri di ieri e di oggi si può imparare a pensare con la propria testa e quindi a essere liberi. La lezione che Roberto Ritondale porta ai suoi lettori è che un futuro migliore è possibile a patto che si abbia memoria di quella memoria storica che è nei libri, nella carta stampata.


Roberto Ritondale
è un redattore dell’Ansa, è nato a Pagani (Salerno) il 9 ottobre 1965 ma vive a Milano. Ha collaborato alla stesura di sceneggiature per il programma radiofonico La storia in giallo, in onda su Radio-Rai3 nel 2004 e 2005. È autore di romanzi e racconti per importanti case editrici. Sotto un cielo di carta è il suo romanzo d’esordio con Leone Editore.

Sito ufficiale dell'autore:
 http://www.robertoritondale.it/


Sotto un cielo di carta
- Roberto Ritondale - Leone editore - collana: Sàtura - pp: 224 - prima edizione: 2015 - ISBN: 978-88-6393-256-0 - Prezzo: 9.90 Euro