domenica 26 giugno 2011

Gaja Cenciarelli improbabile scrittrice per delle Brigate Rosse che non esistono

di Iannozzi Giuseppe

Gaja Cenciarelli è in libreria con “Sangue del suo sangue”, un romanzo sulle Brigate Rosse forse. Stucchevole e ridicolo purtroppo. I personaggi sono monodimensionali, appena abbozzati, spesse volte introdotti e fatti scomparire dal plot narrativo senza un vero e proprio motivo.
La Cenciarelli si affida a tanti e tanti flashback nel vano tentativo di scrivere una storia compiuta che abbia un inizio e una fine. In verità “Sangue del suo sangue” risulta essere uno spargimento di inchiostro e parole; la trama difficile individuarla, abbozzata e confusionaria com’è. Le BR che l’autrice racconta, molto semplicemente, non esistono né sono mai esistite. Non è neanche possibile parlare di una storia che con la scusa del terrorismo tenti di parlare della personale tragedia di Margherita, la protagonista di questo canovaccio male aggiustato. I personaggi appaiono e scompaiono secondo un indefinito capriccio, e sempre sparano battute a raffica, in uno stile ben al di sotto di certi romanzetti da edicola tipo ‘Segretissimo’: “Maledetto frocio”, gli ringhia contro Massimiliano. “Come ti viene in mente di chiamarmi amore?”. “Perdonami, ti prego”, Roberto implora ma Massimiliano fiuta il sangue e si sente inebriato, il suo desiderio si trasforma in violenza. Mentre guarda Roberto, Massimiliano gli sputa in faccia, gli grida che quello è l’unico modo che ha per perdere sangue, maledetto frocio, ti piacerebbe essere donna, vero?(pag. 104)