venerdì 8 luglio 2011

Sangue del suo sangue, uno dei libri più brutti che abbia mai letto

di Iannozzi Giuseppe

[ Queste sono delle riflessioni. La recensione critica è invece qui. ]

Il problema è che il taglio che la Cenciarelli ha indarno tentato di conferire al plot narrativo è confusionario oltreché inventato. Anche quando si scrive della fiction, è buona norma conferire organicità alla storia, e proprio questa manca al libro, l’organicità. La storia inventata, commista a dei rari fatti storici purtroppo in una salsa revisionista, salta di palo in frasca; introduce personaggi che spuntano dal nulla e che spariscono nel nulla senza che ci sia una vera e propria necessità. Anche volendo considerare il libro come una non-storia sulle BR, la narrazione difetta in tanti punti: personaggi stereotipati e non credibili per un tema, quello del padre-padrone e della violenza, fin troppe volte affrontato da altri autori e quasi sempre in malo modo.


Il problema non è poi tanto se si tratti di un libro sulle BR; il fatto è che l’autrice coinvolge le BR nella narrazione e non si sa bene mai a che titolo… è tutto troppo confuso; ma le coinvolge nel vano tentativo di ammantare di autorevolezza una storia che si presenta ben oltre i limiti del trash. La Cenciarelli voleva raccontare la storia di Margherita punto e basta? Anche se così fosse il plot narrativo fa acqua, e non sangue. E’ la storia di una figlia che combatte contro il passato, contro il padre-padrone e che però è poi costretta a difendere? Se sì, perché tirare in ballo le BR, a quale titolo? Una forzatura bell’e buona, tanto più che le BR immaginate dall’autrice non sono mai esistite. L’autrice inventa e inventare in maniera oltremodo imbarazzante.

Ci sono tantissimi difetti nel libro, davvero tanti. Fossi stato io un editore, in questa forma non lo avrei mai pubblicato. Ma forse a chi di palato buono potrà anche piacere questo Sangue del suo sangue, che per me è uno dei più brutti che abbia mai letto nell’ultimo decennio.
Non dubito che continueranno a uscire dei libri malfatti sulla scia del filone trash oggi tanto di moda. Ma, a mio avviso, le scelte editoriali sbagliate sono il motivo precipuo per cui anche il lettore più forte ad un certo punto si scoccia, e da qui la crisi del mercato editoriale. Non è soltanto una questione di dire “gli italiani leggono poco”; se è vero che si leggono pochi libri e per giunta brutti, di questo passo non ci saranno proprio più dei potenziali lettori.