venerdì 21 settembre 2012

Angeli caduti di Beppe Iannozzi. Il parere di lettura di Ida Malerba

Angeli caduti di Beppe Iannozzi

Il parere di lettura di Ida Malerba


Ida MalerbaCaro Giuseppe,

mi piace molto come scrivi, sopratutto i tuoi libri di paura, e mi fanno dormire bene la notte perché è il mio genere di lettura. Sono stata a Torino da mio fratello e ho avuto questa grande opportunità di comprare uno dei tuoi libri dark.
Ciao, un bacio

Ida Malerba (su Facebook)
Grazie cara Ida, anche per questo commento, semplice, essenziale, ma di grande effetto per me che amo soprattutto dei lettori i commenti, le loro impressioni di lettura. Ti ringrazio infinitamente d’avermi letto e d’aver apprezzato il libro. Per me il parere dei lettori è quello che più conta.
Con gratitudine, un grande bacio

Giuseppe Iannozzi

Angeli caduti di Beppe Iannozzi - recensione di Giovanna Amoroso

Angeli caduti di Beppe Iannozzi

recensione di Giovanna Amoroso




Il cristo e l’anticristo si fondono in un insieme variegato di anime perse, gli Angeli caduti per l’appunto.
ANGELI CADUTI - BEPPE IANNOZZI - CICORIVOLTA EDIZIONI Il dolore, la morte, la paura, la diversità… facce della stessa medaglia.
Storie di ordinaria inquietudine d’animo. A volte follia pura, spesso brutale, altre… apparente normalità.
Trame mai banali, vicende che sembrano vissute con i propri occhi, nella loro cruda narrazione. Linguaggio diretto, aspro, senza inutili fronzoli.
Un senso di mistica liberazione trasuda “Amen” primo brano della raccolta. Una sorta di preghiera recitata di getto (non vi è alcun punto di sospensione in tutte le quattro pagine del racconto) con sana e lucida follia da un senzatetto.
Episodi a tinte forti, come nel racconto “Istantanea”, che si alternano a una dimensione più delicata e intimistica del brano “Vincent il vecchio”, narrato con una lieve punta di dolcezza.
Per poi arrivare al racconto “La morte di Bocca di Rosa”, vero pugno nello stomaco, dove l’umano e il disumano diventano un’orribile cosa sola.
Piacevoli break la citazione di alcuni noti testi musicali. Da Peter Gabriel ai Clash.
Un libro da leggere e rileggere… per comprenderne appieno le molteplici chiavi di lettura. A mio avviso, una realistica fotografia dell’attuale degrado in cui versa l’intera umanità.

Giovanna Amoroso nata nel 1975. Laureata alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova -DAMS (discussione tesi “Teatro Salvini – Il risveglio dell’antico palcoscenico”) con 108/110.
Collaboratrice del quotidiano IL ROMA e del mensile culturale L’ESPRESSO NAPOLETANO.
Responsabile e fondatrice, nonché webmaster, del magazine on-line: www.passioneteatro.com

Qui il resto del Curriculum Vitae di Giovanna Amoroso:

Gian Ruggero Manzoni su Angeli caduti di Beppe Iannozzi

Gian Ruggero Manzoni su
Angeli caduti di Beppe Iannozzi


ANGELI CADUTI - BEPPE IANNOZZI - CICORIVOLTA EDIZIONICaro Beppe i tuoi ANGELI CADUTI mi è piaciuto. L’ho giusto finito ora. Il filo conduttore c’è, idem “l’idea”, quindi la tensione, poi i dialoghi ci sono, ma, soprattutto, hai la capacità di creare “medaglioni” di ordine umano-psicologico (in quelle tue proiezioni sempre in un oltre spazio-temporale) che collocano l’insieme in un metatempo e metaspazio che “apre” di continuo. Grazie della lettura e grazie per l’incisività. Un saluto di stima.

Gian Ruggero Manzoni
scrittore, poeta, pittore, attore e critico d’arte italiano


A titolo di complemento
aggiungo questa nota di Gian Ruggero Manzoni che conservo con grande cura, nel cuore e nella mente…:
Inutile dire il contrario: Iannozzi c’è!. Quando entrai nel mondo dei blog… penso inizio 2003… il primo che incontrai fu Giuseppe e il suo King Lear, non gli sbandierati dalla stampa NI, Mozzielucubrazionidiari&c., Mazzuccatosexygossipchic, etc., ma Iannozzi, e i suoi 2 o 3 spazi, perché Iannozzi era già ovunque, e fu lui ad aprirmi la porta, a salutarmi, a indicarmi dove la reception, e fu molto gentile, e mi consigliò, anche, il menù proposto dalla casa, e si dimostrò molto attento, nonché disponibile ad aiutarmi, qualora avessi avuto inciampi di tipo tecnico-telematico… seppure, come subito notai, egli avesse il profilo quel tanto ‘luciferino e quell’aura tra il dark, il gothic, il noir e l’esistenzialismo settantasettino che, di primo acchito, lasciavano e lasciano un po’ perplessi. Poi incontrai Fabio Ciofi (ora latitante, e mi dispiace, perché anche lui persona di slancio) che con Iannozzi curava King (correggimi se sbaglio, Giuseppe).
Beh, in questi ormai 4 anni, dalle pagine di Iannozzi sono passati un po’ tutti, nel senso migliore del termine, e mai ha chiesto alcunché in cambio, ha comunicato, dato notizie, informato su ciò che il mondo letterario, in rete e fuori, proponeva, ha spinto l’acquisto di libri, ha recensito, ha dato vita a molti tam tam a fini umanitari. Ha intervistato. Ha pubblicizzato eventi altrui. Ha sempre linkato tutti (ovviamente chi per lui quel tanto meritevole o ’strano’… meglio dire: bizzarro). Così come l’ho trovato nei blog più dispersi, nelle anse più nascoste delle piattaforme ‘galattiche’ più remote (o disertate), oppure sostenere, nei momenti difficili, i blogger che volevano chiudere bottega e saluti a mammeta. Ebbene Iannozzi c’era e c’è. Educato, ‘filone’ con le donne, morigerato nel commentare, a volte anche simpatico e dalla battuta pronta, mai è stato estromesso, ridicolizzato, mai se l’è presa se punzecchiato, mai è venuto meno ad alcuna norma moral-virtuale regolante questo luogo deregolamentato, al contrario dei più, me compreso, che se ne sono sempre fatti un baffo della netiquette e hanno vomitato e defecato, su questo o quello, se quel giorno a loro girava così, oppure hanno innalzato ciofeche a livelli galattici, se sempre a loro tirava in quel modo. Iannozzi no… Iannozzi ha avuto sempre un volo costante… ovviamente con alti e bassi pure lui… ma quantificabili in turbolenze di non oltre 300 metri di sbalzo, che su 10.000 son poco cosa. Mai si è tuffato nella bagarre, mai l’ha fomentata, mai ha colpito a tradimento o scalciato chi, ferito, nella polvere arrancava… mai si è permesso di assestare un colpo di grazia, come ho visto fare a tantissimi altri, soprattutto dall’anonimato. Iannozzi è stato sempre elegante nel porsi. Qualche volta si è incartato (ma a chi non è successo?) oppure l’ha sparata quel tanto fuori dal vaso (criticamente parlando), ma mai una cattiveria, mai uno sgarro, mai uno sgarbo. Questa la sua cifra. Questi, probabilmente, la sua educazione e il suo carattere.
E che altro si potrebbe chiedere ad un uomo che ha fatto della Rete cucina, tinello, camera da letto, bagno e sgabuzzino?
Potrei aggiungere altro, ma andrebbe ancor più nel letterario deamicisiano. Lascio a voi il continuare… e non usate queste mie parole per andare sulle goliardate come siete soliti fare, mi raccomando… (ma inutile dirvelo… tutto verrà girato e rigirato, smontato e rimontato per farne un Carnevale)… l’argomento Iannox è sempre piacevolmente esaltante.”


Gian Ruggero Manzoni è nato nel 1957 a San Lorenzo di Lugo (RA), dove tuttora risiede. Poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, frequentato il Liceo Classico a Lugo di Romagna, nel 1975 si iscrive al DAMS di Bologna indirizzo Spettacolo poi Arte. Suoi maestri sono stati Gianni Celati e Umberto Eco. [ ... ]
Frequentato il Liceo Classico a Lugo di Romagna, nel 1975, assieme all’amico Pier Vittorio Tondelli, si iscrive al DAMS di Bologna indirizzo Spettacolo poi Arte. Suoi maestri sono stati Gianni Celati e Umberto Eco. Fin da giovanissimo Gian Ruggero Manzoni s’interessa di ebraismo, storia delle religioni, filosofia, esoterismo. Soggiorna per lunghi periodi in Belgio, in Francia e in Germania, dove frequenta gli ambienti artistici.
Nel 1982 e nel 1983 è redattore della rivista Cervo Volante di Roma, diretta da Achille Bonito Oliva ed Edoardo Sanguineti. Frequenta, a Venezia, le lezioni del filosofo Emanuele Severino e a Bologna del filosofo Enzo Melandri. Sempre in quegli anni partecipa come assistente a due corsi di pittura, in Germania, tenuti da Georg Baselitz. Insegna Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino dal 1990 al 1996, quindi, lasciata la cattedra, come contrattista, presta docenza presso Accademie e Università italiane e straniere. [...]