martedì 25 marzo 2014

La lebbra (Il Foglio letterario). Libro di Iannozzi Giuseppe. Il secondo capitolo in pdf per le vostre considerazioni

La lebbra. Di Iannozzi Giuseppe

Cap. II - Il Foglio letterario

Romanzo contro l'islamofobia ambientato a Torino

 

La lebbra - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Ass. Culturale Il Foglio - Collana: Narrativa - pagine: 150 - ISBN-13: 9788876064548 - Prezzo: € 14


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Cap. II

Giunto a Porta Nuova, già saltato sulla banchina, in marcia per uscire dalla stazione, frastornato eccitato speranzoso respirò l’aria nuova delle Alpi. Febbricitante di felicità, con il suo miserabile bagaglio a mano, con le vertigini e gli orecchi pieni di rumori e grida, non si accorse di nulla. Si tirò fuori, uscì all’aperto con la stazione alle spalle, alzò gli occhi al cielo scorgendo un sole paglierino e nubi grigie, e si disse che a Torino tutto sarebbe stato diverso.
Non fu poca l’indignazione quando un marocco gli si parò davanti con il suo sorriso d’avorio chiamandolo ‘amico’, mostrandogli le sue mercanzie dappoco, invitandolo a comprare. Poco ci mancò che gli cadesse fra le braccia svenuto. Credette in un primo momento che era vittima d’un’allucinazione, ma quello gli stava proprio davanti ed era chiaro che non aveva intenzione di scollarsi. In ciabatte, con quel suo ridicolo ghigno, gli stava illustrando che lui vendeva accendini, orologi, tappeti, anelli, braccialetti portafortuna…
Aveva addosso tutta la paccottiglia immaginabile e non. Un ometto piccolo in confronto al carico che portava e che doveva pesare almeno il doppio di lui. Non sembrava patito né stanco. Tutt’altro. Nei suoi occhietti demoniaci Martino lesse chiaro il messaggio che gli sarebbe rimasto incollato alle chiappe, perché lui doveva vendere. Avesse avuto la forza gli avrebbe tirato un pugno in mezzo al naso. Ma era già mezzo panicato con il cuore a picchiargli dentro alla cassa toracica, e per giunta c’era la polizia: dovunque gettasse lo sguardo c’erano i piedipiatti. Non capiva che diavolo facessero. Sembrava bighellonassero. Non fermavano nessuno. Raggelato si rese conto che gli extracomunitari erano la maggioranza là fuori, sul suolo di Casa Savoia. Non un poliziotto che dicesse a tutti quei figli di Maometto di levarsi dalle palle. Erano anzi accondiscendenti, li trattavano da amici, con timore reverenziale, prendevano in mano la loro sporca merce, qualcuno gli dava pure dei soldi per accendini e braccialetti. Martino messo di fronte a questo spettacolo temette di morire. E forse se lo augurò di tutto cuore, seppur nell’intimo in maniera più che mai inconsapevole. Biascicò un “no”. La lingua schioccò di nuovo, contro il palato a vuoto. Dalla gola non gli venne suono udibile. Solo un sibilo. Allora fece per allontanare il marocco con un gesto della mano. Fu a questo punto che si sentì preso alle spalle. Fece per reagire. Non gliene fu dato il tempo. Prima che potesse muovere un solo muscolo era già con la faccia giù a baciare il nero asfalto. Un poliziotto. No, ben due l’avevano bloccato. Uno se lo stava cavalcando con il ginocchio contro la schiena facendogli un male cane. Gli intimava di tirare fuori i documenti. L’altro ripeteva, come un disco rotto, che i figli di puttana come lui si riconoscono lontano un chilometro.

venerdì 21 marzo 2014

“La lebbra” di Giuseppe Iannozzi. Acquista la tua copia autografata dall’autore

LA LEBBRA


di Giuseppe Iannozzi

 

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Descrizione
 
Martino, dal profondo Sud, dopo la morte dei genitori, decide di cercare fortuna a Torino. Martino disprezza l'Islam e il mondo musulmano; ha letto un solo libro, il sermone ("La rabbia e l'orgoglio") di Oriana Fallaci. Martino ignora però le cause che hanno scatenato l'11 settembre. Si innamora di Aidha, una ragazza musulmana, ma Aidha è un'esca per prenderlo in trappola. Un noir esistenzialista che strizza l'occhio a Boris Vian.

Perché leggere LA LEBBRA?

Perché si parla della piaga dell'islamofobia. Perché è un pamphlet in risposta a La rabbia e l'orgoglio della Fallaci. Perché è un noir esistenzialista à la Boris Vian. Perché tratta un argomento più che mai attuale e che ogni giorno fa discutere.

Qualche dettaglio in più!

LA LEBBRA – Il romanzo racconta la storia di Martino, di un giovane neanche poi troppo giovane, che dal profondo Sud, da una società prettamente rurale e chiusa in sé stessa e nei suoi pregiudizi, dopo la morte dei genitori, decide di tentare la sorte nel Nord Italia.
Martino disprezza l’Islam e il mondo musulmano tutto: in realtà ha letto un solo libro, il sermone (“La rabbia e l’orgoglio”) di Oriana Fallaci, che l’ha profondamente impressionato, così tanto che ne ha fatto la sua personale bibbia di sopravvivenza. Martino ignora però le cause che hanno condotto il mondo occidentale sull’orlo del disastro dopo l’11 settembre. Prende alla lettera il sermone e per lui la verità è solo quella che la Fallaci dichiara nel suo pamphlet. Di primo acchito Martino potrebbe sembrare una sorta di anarco-fascista, ma in realtà è più che altro un fasciocomunista con poche idee e una gran confusione in testa: è una persona incapace di distinguere il Bene dal Male, una sorta di bambola umana prigioniera dei pregiudizi di cui si è nutrito attraverso un unico libro. Martino odia l’Islam perché è stata la Fallaci a consigliargli la ‘rabbia e l’orgoglio’. Ignora che la Fallaci, in un primo tempo atea di stampo illuminista, nel corso degli anni ha finito con l’abbracciare la Chiesa Cattolica stringendo amicizia con mons. Rino Fisichella e il cardinale Joseph Ratzinger.
Martino odia chiunque non sia italiano. Odia gli stranieri. Odia gli immigrati, che, a suo avviso, riceverebbero molti privilegi da parte dello Stato italiano mentre gli italiani come lui no. Martino fugge dunque nell’Italia settentrionale con il suo misero bagaglio: ma una volta entrato in stazione subito si accorge che il Nord non è poi diverso dal Sud. A Torino credeva di trovare una società pulita (ariana), non contaminata dagli stranieri: con sua grande sorpresa, appena fuori dalla stazione di Porta Nuova, si trova a contatto con una società multirazziale. Che fare?

Breve estratto

Aidha rideva. Non c’era dubbio alcuno. Rideva e rideva di lui. Per Dio, era così diversa! Eppure era lei, senz’ombra di dubbio. Rideva, in maniera oltremodo sguaiata, imperdonabile per qualsiasi donna di fede islamica. E non nascondeva i capelli, che lunghi e corvini baciavano e si lasciavano baciare dalle dita di Gabriele. Entrambi ridevano.

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La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario - Pagine: 150

ISBN-10: 8876064540 - ISBN-13: 9788876064548 - Prezzo: € 14

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Scrivi a: giuseppe.iannozzi@gmail.com
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venerdì 14 marzo 2014

"La lebbra" di Iannozzi Giuseppe (Il Foglio letterario). L'unico romanzo contro l'islamofobia e Oriana Fallaci

"La lebbra" di Iannozzi Giuseppe


L'unico romanzo contro l'islamofobia e Oriana Fallaci

 

Rassegna stampa: intervista, recensioni, booktrailer, capitolo bonus





Descrizione - Martino, dal profondo Sud, dopo la morte dei genitori, decide di cercare fortuna a Torino. Martino disprezza l’Islam e il mondo musulmano; ha letto un solo libro, il sermone (“La rabbia e l’orgoglio”) di Oriana Fallaci. Martino ignora però le cause che hanno scatenato l’11 settembre. Si innamora di Aidha, una ragazza musulmana, ma Aidha è un’esca per prenderlo in trappola. Un noir esistenzialista che strizza l’occhio a Boris Vian.

Perché leggere LA LEBBRA? - Perché si parla della piaga dell’islamofobia. Perché è un pamphlet in risposta a La rabbia e l’orgoglio della Fallaci. Perché è un noir esistenzialista à la Boris Vian. Perché tratta un argomento più che mai attuale e che ogni giorno fa discutere.


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La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Ass. Culturale Il Foglio
Collana: Narrativa - Data di Pubblicazione: 2013
Pagine: 150 - ISBN-10: 8876064540 - ISBN-13: 9788876064548
Prezzo: € 14