mercoledì 25 febbraio 2015

“Il tormento”. Romanzo breve di Iannozzi Giuseppe – capitoli tre e quattro ancora disponibili online

Il tormento

Romanzo breve di Iannozzi Giuseppe

giovane ciociara 

Qui il capitolo uno - non più disponibile online 
  
Qui il capitolo due - non più disponibile online


IL TORMENTO DI IANNOZZI GIUSEPPE... CHI SARA' L'EDITORE? FATEVI AVANTI

Il tormento

Romanzo breve di Iannozzi Giuseppe


IL TORMENTO - I primi tre capitoli del romanzo sono ancora online, ma nel giro di qualche ora saranno oscurati. In tarda serata potrete già leggere il quarto capitolo di questo romanzo.

Eventuali editori in ascolto possono contattarmi tramite posta elettronica: 

giuseppe.iannozzi[at]gmail.com 


Astenersi editori a pagamento, a doppio binario, associazioni culturali che richiedono acquisto di copie del romanzo, etc. etc. Non sono interessato a lavorare con simili "editori".

Il romanzo IL TORMENTO lo cederò soltanto a un editore più che mai valido, a un vero editore. Per chi, eventualmente, volesse farsi un'idea della qualità del mio lavoro, ha ancora tempo qualche ora per leggere i capitoli che ho messo a disposizione online.


Capitolo uno

https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2015/02/23/il-tormento-romanzo-breve-di-iannozzi-giuseppe-capitolo-uno/

Capitolo due

https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2015/02/23/il-tormento-romanzo-breve-di-iannozzi-giuseppe-capitolo-due/

Capitolo tre

https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2015/02/24/il-tormento-romanzo-breve-di-iannozzi-giuseppe-capitolo-tre/

IL TORMENTO è coperto da Copyright. Tutti i diritti riservati
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Iannozzi Giuseppe

ciociare

lunedì 23 febbraio 2015

Da “La lebbra. Romanzo su l’Islam” di Iannozzi Giuseppe, un nuovo estratto. Torino, una città islamica!

Da "La lebbra. Romanzo su l'Islam"


Torino, una città islamica!


di Iannozzi Giuseppe

islamici


[...]

Un nuovo estratto da La lebbra:

Martino adesso vagava lungo le strade di Torino. Poteva contare sui soldi che tanto generosamente gli aveva dato Dalla Chiesa. In testa albergava troppa confusione, non capiva il perché di tante cose, e le poche certezze, che si era fatto nel corso della sua seppur breve vita, stavano smaterializzandosi, lasciando nel cervello una nebbia di cenere. Non era più certo d’esser nel giusto, e cosa ben peggiore, per il suo equilibrio psicofisico, il libro della Fallaci non riusciva più a considerarlo una verità, una sorta di Bibbia per difendersi dai mali del mondo. Con non poca fatica cominciava ad ammettere che era stato ingannato perché lui aveva desiderato con tutte le sue forze d’esser preso per il sedere.
Torino coi suoi portici lustri e le vetrine montate a festa, nonostante i tanti cartelli di saldi stracciati, gli apparve, per la prima volta, come una città non troppo aliena e pericolosa. A ogni caffè piemontesi puzzoni con la puzza sotto il naso, e soprattutto lungo le strade una miriade di meridionali, marocchini, neri, slavi, senzatetto e questuanti: una babele di lingue, di confusioni, di gerghi riciclati e passati di bocca in bocca. Tutto questo non era un problema. Non più comunque, anche se faticava ad ammetterlo.

[...]


La lebbra - romanzo su l'Islam - Iannozzi Giuseppe


Nasce la pagina dedicata a La lebbra romanzo sull'Islam di Iannozzi Giuseppe pubblicato da Il Foglio Letterario di Gordiano Lupi:


Metti "mi piace" su questa pagina se il romanzo "La lebbra" ti è piaciuto, se lo hai letto, se vorresti leggerlo.

Sulla pagina troverai tanti link per leggere spin-off del libro, alcuni estratti da "La lebbra", capitoli bonus, sinossi, scheda editoriale, segnalazioni, eventi, e molto altro ancora.

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TITOLO DEL LIBRO, NUMERO DI COPIE,
NOME, COGNOME E INDIRIZZO.
ilfoglio@infol.it

Beautiful Losers - Leonard Cohen (minimum fax). Torna in libreria uno dei Capolavori della grande Letteratura canadese

Beautiful Losers

Leonard Cohen


Torna in libreria uno dei Capolavori
della grande Letteratura canadese


Leonard Cohen - Beautiful losers 


"Questo libro è una storia d’amore, un salmo, una messa nera, un monumento, una satira, una preghiera, uno strillo, una mappa per attraversare luoghi selvaggi, uno scherzo, un insulto di cattivo gusto, un’allucinazione, una noia, uno sfoggio irrilevante di virtuosismo malato; in breve, una sgradevole epopea religiosa di incomparabile bellezza".
Leonard Cohen al suo editore, 1966


Non so cosa sia l’amore, se sia bello, se sia brutto, innocente o sprezzante; non so se valga la pena di ricercare il nome che gli fu proprio tanto tanto tempo fa, almeno un milione di baci fa; non so se il tempo abbia giocato uno strano scherzo allo spazio per divorarlo, o più semplicemente per cacciargli una clessidra su per il buco della cultura. I fiori di Hitler continuano a fiorire e il poeta sa che la poesia passerà come tutte le cose della vita… l’amore della vita per la vita, bello: però alla fine ogni cosa passa, anche quell’Eternità che avevamo immaginato immarcescibile perché catturati nel nostro egoismo di stringere al petto persone cangiandole subito in oggetti.
Forse è destino che si sia dei semplici beautiful losers, ma la semplicità non si prostituisce a tutti e non si dichiara “io sono”, non si dichiara a nessuno; e però si lascia possedere da chi la vuole; e la possessione è la sua identità: “io sono” mai pronunciato come sussurro, in qualche caso urlato oltre il muro del suono, forse un grido d’aiuto o di sovraumana disperazione. Se non si è semplici, non si può pretendere di essere “belli” in nessun senso. La semplicità è come la Bocca di Rosa di Fabrizio De André.
Beautiful Losers è il secondo romanzo di Leonard Cohen scritto negli anni Sessanta ed è ritratto poetico di un amore, dell’affermazione delle proprie radici. Potrei accostare questo romanzo di Cohen alla cultura hippy o spingermi più indietro e tentare un parallelismo con la Beat Generation, ma sarebbe atto critico fuori luogo, anche se la tentazione è forte. Preferisco invece far riferimento ad Alexander Trocchi e al suo romanzo Il libro di Caino; Alexander Trocchi nacque a Glasgow nel 1925 e negli anni ‘50 e ‘60 ha vissuto tra Parigi e New York imponendosi alla critica come talentuoso stravagante scrittore di quel periodo. Ha scritto Young Adam e una quantità considerevole di testi per riviste pornografiche e letterarie. Il libro di Caino è la sua biografia romanzata pubblicata nel 1963, ed è anche il solo romanzo che l’autore ha portato a termine. E’ morto a Londra nel 1984 stroncato da una lunga dedizione alla droga. Al centro de Il libro di Caino è l’alienazione dell’individuo, l’impossibilità di amare sé stessi e il prossimo. Caino, il maledetto antieroe della Bibbia, il grande nemico, è Joe Necchi: in questo lavoro, rotocalco, forse diario, le parole sconnesse, profonde e introspettive di un tossicodipendente che vive su una chiatta ormeggiata al molo 72, sono declinazione del proprio “io” in un niente fatto di droga e di ripetitività ossessiva della quotidianità. La chiatta è un non-luogo impalpabile, fintamente mobile, rappresentazione dell’ansia di movimento, ma anche desiderio di liberazione dal peso della vita, una vita ripetitiva nella ripetizione martellante dei luoghi comuni. Joe Necchi, Caino, può solo ritrarsi in posizione fetale in un mondo di droga e ricordi, un mondo forse più reale di quello tangibile che lo conduce però verso un’alienazione totale, quasi religiosa. Caino rappresenta il malcontento, l’approccio alto con l'irraggiungibile, la critica e la ribellione, la storia e la maledizione.

L’arte, la poesia, le donne

L’arte, la poesia, le donne


di Iannozzi Giuseppe


Iannozzi Giuseppe


1. Credo che l’arte, quella vera, non abbia bisogno di tante, spesso superflue spiegazioni: o c’è il genio (vale a dire uno spirito buono) o non c’è. Compito di colui che scrive è di scrivere al meglio delle sue proprie possibilità; se poi ci sarà un riconoscimento, bene. Non possiamo però pretendere che tutti siano degli artisti, anche se oggi come oggi tutti o quasi mirano a dichiararsi degli artisti, più per un proprio personale egoismo che non per una naturale propensione a creare dal Nulla. L’artista crea e quando crea si pone idealmente vicino a Dio muovendogli una sfida: “Anch’io sono in grado di creare, grazie a quello spirito buono che tu mi hai donato”. Compito dell’artista è quello di creare dal Nulla qualcosa che prima non c’era; non deve però pensare di poter insegnare al pubblico che lo segue una qualche verità. Il vero artista è al di sopra, non ha nulla da insegnare. Se nella sua arte c’è del buono, sarà semmai il pubblico a ricavarne un insegnamento adattandolo al suo sentire.

"La cattiva strada" in libreria. Romanzo di Iannozzi Giuseppe

"La cattiva strada" in libreria


Romanzo di Iannozzi Giuseppe


La cattiva strada -- Giuseppe Iannozzi - Cicorivolta 


La cattiva stradaGiuseppe IannozziCicorivolta edizioni – collana i quaderni di Cico – pp.116 – © 2014 – ISBN 978-88-99021-28-3 – prezzo: €12,00


"Una notte, in stazione, mi sono fatto una delle più belle scopate della mia vita: saranno state circa le due e dall’ultimo treno in arrivo da non-so-dove smonta un gran tocco di femmina tutta impellicciata. La notte m’è stata complice: gli occhi verdi di lei cercavano qualcuno che evidentemente non c’era e lei era piccata e sul punto di mettersi a piangere. E’ venuta a sedersi proprio accanto a me, così, senza pensarci." - da “La cattiva strada” di Giuseppe Iannozzi


acquistaMatteo, una specie di anarchico scavezzacollo, vive con alcuni zingari in odore di marxismo. Viene iniziato al sesso da una ragazza che dice d’esser sua cugina e poi scompare nel nulla. Lui è più animale che uomo, e tra vita e morte conosce solo il proprio istinto. Al marxismo preferisce la Bibbia, che interpreta a modo suo. Sempre seguendo l’istinto e la sua cattiva strada, lasciati gli zingari, si troverà, per un’Italia oscura e violenta, a contatto con pazzi svitati, marxisti di fede stalinista, maniaci sessuali, drogati, fascisti, assassini, preti e Raeliani. A Genova, in Via Prè, comprenderà che se non vuol finire crocifisso, come una sorta di Cristo brutto, cattivo e maledetto, dovrà cambiare di nuovo aria, se non che…

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La Feltrinelli online



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sabato 21 febbraio 2015

Editoria italiana: male incurabile Appunti su editori, autori, libri

Editoria italiana: male incurabile

Appunti su editori, autori, libri


di Iannozzi Giuseppe



Telly Savalas (Kojak)


- Ci sono tanti, tantissimi editori, che pubblicano di tutto, purché uno sia disposto a pagare: gli editori a pagamento sono da evitare. Non servono. Il libro finirebbe sul sito dell’editore e morta lì. E’ consigliabile evitare anche quelli a doppio binario. Simili editori non hanno nessun interesse a promuovere l’autore. Intascano solo soldi e null’altro.

- Spesse volte gli editori a doppio binario sono anche degli scrittori, per cui, il più delle volte, essi si preoccupano soltanto di promuovere sé stessi, facendo leva sugli autori che hanno pubblicato e che per i quali, ovviamente, non viene fatta alcuna pubblicità.

- Ma non c’è mai fine al peggio. Un’opera, foss’anche un miracolo letterario, quasi di certo non arriverà mai a un editore serio. Non arriverà perché l’editore, oggi come oggi, non pubblicherà mai qualcosa che non sia una scempiaggine.

- Ci si lamenta che la gente non legge. Bene. Male. Legge ciò che è altamente commerciale e che domani finirà nella pattumiera, come J.T. Leroy, da tempo finito nella pattumiera insieme a tanti altri fenomeni da baraccone.