giovedì 17 marzo 2016

Gordiano Lupi​ al Premio Strega 2016. Correre da non allineato

Gordiano Lupi​ al Premio Strega 2016


Correre da non allineato


Miracolo a Piombino - Gordiano Lupi al premio Strega 2016 

Indipendentemente da quello che potrà essere il risultato, Gordiano Lupi con il suo ottimo romanzo Miracolo a Piombino (Historica edizioni) ha già vinto, ha già vinto perché non è da tutti e non è cosa da poco sfidare i monopoli editoriali. Ha vinto perché Gordiano Lupi, in qualità di autore ed editore, porta al premio Strega della vera Letteratura di qualità pur non avendo nessun santo in paradiso né alcun diavolo all’inferno che possa per lui intrallazzare. Ha già vinto perché, chi come lui non si arrende alle logiche di un mercato editoriale sempre più banale e mortificato da libri uno la fotocopia dell’altro, porta al premio Strega una storia originale. Ha vinto perché un’altra editoria è possibile, checché ne dicano i parrucconi, i critici legati a doppio filo con certi editori.
Le ultime edizioni del premio Strega sono state a dir poco deludenti: a vincere non è mai stato l’autore, bensì l’editore. L’autore, quasi sempre con un libro oltremodo banale e ben lontano dalla Letteratura, ha buttato giù nel gargarozzo il liquore: ma che amarezza scorticarsi la gola e fare la faccia che conviene ai giornalisti per una triste foto di rito. L’ultimo premio Strega, consegnato a un vero autore, risale al 1990: “La chimera”, Capolavoro senza tempo del mai troppo compianto Sebastiano Vassalli. Dopo, dopo c’è stato il vuoto, quasi assoluto.
E’ oggi più che mai importante che l’editoria, piccola e media, ridia speranza a un mercato culturale ridotto ai minimi termini. Non contano le classifiche dei libri più venduti, non contano le critiche prezzolate per dei presunti capolavori, e non contano nemmeno quei dati di vendita che certi editori tirano fuori per far fessi i lettori più boccaloni. I bei libri non entrano quasi mai in classifica, ma ci sono e i monopoli editoriali lo sanno, e hanno paura. E Gordiano Lupi fa paura perché propone Letteratura di alta qualità.
Ieri il premio Strega aveva un valore, un suo preciso valore culturale, oggi non più. A dirla tutta è da un ventennio e più che il premio ha perso di nobiltà. Che a vincere siano gli editori, sempre i soliti tre - adesso uno, vale a dire Mondazzoli -, direi che è un po’ come scoprire l’acqua calda. Che senso abbia questo premio, è davvero inutile chiederselo. Val la pena di partecipare per dimostrare che sono in tanti a non essere allineati e che molti lettori e una sana costola di critici sono ampiamente stufi d’aver a che fare con il clientelismo.

domenica 13 marzo 2016

Il Foglio Letterario & Edizioni Il Foglio. Editoria di qualità dal 1999. Gordiano Lupi al Premio Strega

IL FOGLIO LETTERARIO & EDIZIONI IL FOGLIO


Editoria di qualità dal 1999

premio-Strega
Piombino, 10 marzo 2016

La casa editrice Il Foglio di Piombino, diretta da Gordiano Lupi, dal 1999 tiene testa ai colossi editoriali alla maniera di Davide contro Golia. Alla politica non sempre trasparente dei gruppi editoriali maggiori risponde con armi quali la qualità degli scrittori, la serietà, l'onestà, la passione disinteressata. Un editore indipendente, che agli autori esordienti ha il coraggio di chiedere non contributi o raccomandazioni ma "solo" un alto livello nella scrittura. Anche quest'anno Il Foglio partecipa al Premio Strega con una sua scrittrice, Alessandra Altamura. Il libro, Viaggio in bianco e nero, attraversa vari paesi della terra, vicini e lontani, con le storie dei suoi protagonisti, tra cui un bambino profugo, dedicando particolare attenzione alle realtà più ignorate e sconosciute (i villaggi tradizionali africani e indonesiani, le favelas del Brasile, gli angoli marginali delle grandi metropoli o delle piccole città). Uno sguardo aperto, pulito e umano sulle diversità del mondo, in una società che invece tende a chiudersi, a dividere, a rifiutare. Gordiano Lupi non partecipa al Premio soltanto come editore, ma anche, per la seconda volta dopo Calcio e acciaio- Dimenticare Piombino, come scrittore. Quest'anno viene presentato al più prestigioso premio letterario nazionale con la sua opera Miracolo a Piombino - Storia di Marco e di un gabbiano, edita da Historica, corredata dalle foto originali di Riccardo Marchionni. Le storie parallele e congiunte di un ragazzo e di un gabbiano, sullo sfondo di una Piombino in cui convivono magicamente i mostri industriali e i paesaggi marini più selvaggi, rappresentano la difficoltà della crescita: quella sfida con se stessi, propria dell'adolescenza, per trovarsi e riconoscersi. L'autore indaga con delicatezza e profondità emozionanti i meandri solitari dell'animo umano, in cui tutti abbiamo rischiato di annegare da ragazzi, nel tentativo di scovarvi talenti e verità. Un doppio successo, dunque, per chi ha mantenuto negli anni un amore integro e incrollabile per la letteratura, quella vera.


Dr. Gordiano Lupi
Il Foglio Letterario
(Direttore Editoriale)

Gordiano Lupi. Intervista all’autore: Gloria Guida, il sogno biondo di una generazione

Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione


Gordiano Lupi. Intervista


di Iannozzi Giuseppe


Gloria Guida

1. La carriera cinematografica di Gloria Guida è stata relativamente breve, ciò nonostante è per te (Gordiano Lupi) e non solo, “il sogno biondo di una generazione”. Quali sono le ragioni obbiettive e sentimentali che ti spingono a dire dell’attrice un sogno biondo?

Al tempo tra noi adolescenti c’erano due partiti: Fenech e Guida, un po’ come Gimondi e Motta, Mazzola e Rivera. Io stavo con Guida, Motta e Mazzola… A parte le battute, Gloria Guida era il nostro sogno biondo. Vero che non era la sola bellezza di quel periodo magico, ma lei aveva qualcosa in più, bastava la presenza perché gli occhi fossero ammaliati, bastava un suo sorriso e anche la trasmissione televisiva più anonima e il film più scadente prendevano vita…

2. “L'uomo alla donna non può dire no”, questo il primo singolo di Gloria Guida, che nasce prima come cantante, quando era solo una ragazza di 17 anni. Nel tuo ottimo lavoro, rigoroso fino all’ultimo capello, “Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione”, passi in rassegna tutti i film di Gloria Guida, spieghi il perché e il percome alcuni suoi film sono buoni, altri da rivalutare mentre altri ancora hanno soltanto una importanza piuttosto marginale (affettiva). Secondo te, Gordiano Lupi, se sulla sua strada Gloria non avesse incontrato la macchina da presa, avrebbe sfondato nel mondo della musica? sarebbe comunque diventata il sogno biondo?

Credo che lei volesse diventare cantante, che fosse il suo vero sogno, in parte realizzato con alcuni dischi, trasmissioni televisive, parti canore nei film dove recita (L’infermiera di notte, Avere vent’anni…) e adesso che è tornata sulla scena ha provato di nuovo a cantare, reinterpretando successi del passato (Rumore). Gloria Guida non possiede doti canore straordinarie, ma è intonata, può cantare, come può ballare anche se non è una ballerina provetta, può fare la presentatrice e l’intervistatrice, è una sorta di jolly nel mondo dello spettacolo. Le doti di attrice a mio parere ci sono tutte, l’ha dimostrato in teatro e nelle commedie classiche di Steno, Risi e Capitani.

3. Nel 1955 Vladimir Vladimirovič Nabokov usciva con un romanzo che avrebbe scandalizzato e messo a soqquadro (o a nudo) l’immaginario erotico della società: Lolita. Un romanzo controverso, un capolavoro assoluto, che riuscì a farsi molti nemici, in particolare tra le femministe più accese. Gloria Guida è stata definita anche una lolita nabokoviana, una ragazza di grande e perfetta bellezza ma con poco o nessun talento. Gordiano, a tuo avviso, che cosa è il talento e come bisogna rapportarlo parlando di Gloria Guida attrice?

Poco o nessun talento non è per niente vero. Mentre è vero che il ruolo della lolita nabokoviana (sono stato io a coniare questa definizione?) le calzava a pennello. Fisico da maggiorata, sguardo finto ingenuo, occhi ammalianti, liceale perfetta che manda fuori di testa studenti e professori. Il talento è una cosa complessa, ma serve talento anche per interpretare con malizia e sensualità certi ruoli da lolita, come serve talento per ruoli più complessi della commedia all’italiana e per un personaggio difficile come la ragazzina di Avere vent’anni.

4. Le pellicole con Gloria Guida non hanno quasi mai incontrato il favore dei critici e della censura, ciò nonostante il pubblico l’ha amata ieri e continua ad amarla oggi. Ma se non fosse stata una bellezza nabokoviana, Gloria avrebbe comunque sfondato nel mondo del cinema?

Non è il caso di farci certe domande. Gloria Guida è stata un’icona di quel tipo di cinema, la commedia sexy senza di lei e senza Edwige Fenech non sarebbe esistita. Non dimentichiamo che le sue prime pellicole sono drammi borghesi in odor di sessantotto (La ragazzina, La minorenne, Blue jeans…) e drammi erotici (Quell’età maliziosa, La novizia, Peccati di gioventù). Tutte pellicole nelle quali la belle Gloria mostra doti da vera attrice. Ripeto: molte erano le bellezze, ma non tutte così dotate…

5. La critica non è mai stata molto benevola nei confronti di quei film che vedevano la partecipazione di Gloria Guida attrice; e la censura si è sempre scagliata contro le commedie sexy all’italiana imponendo tagli e quant’altro. In “Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione”, tu, Gordiano Lupi, evidenzi molto bene come la lunga mano della censura ha saputo adoperarsi contro un certo tipo di cinema, dai più giudicato di serie B. Mi è parso di notare che, ieri, quasi mai sono stati benevoli i critici, militassero essi tra le fila della destra o della sinistra: a tuo avviso, perché intorno ai film con Gloria Guida furono tirati su dei polveroni non da poco? E però al botteghino i film funzionarono e quasi sempre bene, forse grazie anche alle tante stroncature ricevute che li indicavano come brutti e proibiti!

La critica cinematografica italiana è stata la rovina del nostro cinema, soprattutto di genere. Quando si valuta un film dobbiamo rapportarci a quel che stiamo vedendo. Se assisto a una farsa o a una commedia sexy non posso usare gli stessi canoni estetici di quando devo commentare un lavoro di Bergman o di Visconti. Un critico obiettivo dovrebbe valutare secondo i ben noti canoni crociani di contenuto e forma, inserendo la pellicola nel genere che sta vedendo. Tra le commedie sexy ce ne sono di ottime, di buone, di modeste, di terribili, di inguardabili… Stesso discorso vale per le pellicole drammatiche e per il cinema politico. Purtroppo la critica italiana si è sempre lasciata condizionare da pregiudizi duri a morire. Per esempio un film comico non può essere mai definito un capolavoro, un film erotico è confinato nel ghetto, una farsa non merita attenzione e via di questo passo… Per non parlare dei critici politici pronti – per partito preso – a demolire persino il cinema di Scola!

avere20anni
6. “Avere vent’anni”, per la regia di Fernando Leo, è forse la pellicola che ha riscosso più successo e, a detta di molti, è anche il film di maggior impatto con Gloria Guida attrice. Che cosa c’è in “Avere vent’anni” che invece non c’è in altri film con Gloria?

Be’, a sentire il regista (Fernando di Leo) non è proprio così. Lui sosteneva che Gloria Guida e Lilli Carati non fossero adatte al film e che la pellicola avrebbe risentito della loro scarsa immedesimazione nei ruoli. Amo di Leo, ma non sono d’accordo. Secondo me Avere vent’anni deve il suo successo alla presenza di due icone sexy come Guida e Carati, che non recitano per niente male, anzi, sono spontanee e trasgressive come sceneggiatura richiede. Avere vent’anni è entrato nella leggenda per un finale truce, tagliato, massacrato dalla censura, quindi girato in versione tranquillizzante. Resta comunque un buon film, uno spaccato veritiero del periodo storico.

7. Gloria Guida conosce il grande successo con “La liceale” (1975, M.M. Tarantini), ma anche film quali “L’infermiera di notte” (1979, M. Laurenti), “La liceale seduce i professori”, (1979, M. Laurenti), “Travolto dagli affetti familiari” (1978, M. Severino), “Scandalo in famiglia” (1976, M. Andrei), “Quella età maliziosa” (1975, S. Amadio), “La minorenne” (1974, S. Amadio), bene mettono in mostra l’artista e il suo innegabile fascino. Tra i tanti film che Gloria ha interpretato, qual è il film dove l’attrice emerge meglio ed è artista a trecentosessanta gradi?

La liceale è il film del successo e per il periodo storico è molto trasgressivo. Basta guardare i primi dieci minuti per rendersene conto. Ha fatto scalpore in Iraq. Dopo la caduta di Saddam, facevano la fila per andarlo a vedere. Gloria Guida è bravissima anche ne Il gatto mammone di Nando Cicero (un regista folle e geniale), accanto a un eccellente Lando Buzzanca, ma i suoi ruoli più complessi vengono con Corbucci, Steno (Fico d’India è un capolavoro di comicità!), Capitani…

8. Oggi si sta rivalutando il cinema degli anni Settanta, che giusto ieri fu indicato come robetta di poco o nullo valore: perché gli italiani, e i critici anche, stanno recuperando la commedia sexy all’italiana? Qual è la ragione sociologica e culturale che spinge oggi a dire belli molti film italiani che furono detti di serie B?

Il cinema degli anni Settanta è un concetto vago. Negli anni Settanta si è prodotto il nostro miglior cinema, soprattutto d’autore (Pasolini, Visconti, Fellini, Antonioni, Petri…), ma c’è stata anche una grande fioritura di generi. Oggi riscopriamo un cinema che in Italia non si fa più, o meglio che si fa nelle serie televisive e che si tenta di riportare al cinema. Penso a Jeeg Robot d’acciaio - che sono curioso di vedere -, ma anche a Suburra e al cinema di Caligari (Non sono cattivo). Certo, la commedia sexy è legata a un periodo storico che non può tornare, se la ricerchiamo è per riscoprire il sapore del tempo passato, per analizzare sociologicamente come è cambiata la nostra Italia.

9. Nel film “Sesso e volentieri” (1982, Dino Risi), Gloria Guida per la prima volta nella sua carriera (!) ha a che fare con un grande regista: in questo film a episodi, con Johnny Dorelli, Gloria dà il meglio di sé (anche se tu, Gordiano Lupi, lo so bene che non sei d’accordo). “La casa stregata” (1982, Sergio Corbucci) invece non mi convince. Che vuoi e puoi dire di queste ultime due commedie interpretate da quella che è la tua attrice preferita?

Non è vero! Prima di Risi era stata diretta da Fernando di Leo, Steno, Giorgio Capitani e Bruno Corbucci! E poi gente come Cicero e Laurenti sono signori artigiani. Per tacere di Cardona, Rosati, Liverani (Il solco di pesca è un film strano ma ancora interessante), Imperoli, Amadio… Sesso e volentieri non è un film molto riuscito, ma concordo che in almeno un episodio la Guida è bravissima: Radio taxi. Johnny Dorelli è il vero mattatore del film, indimenticabile l’episodio con Margaret Lee nei panni di una lady petomane.

10. Una domanda forse un po’ balorda: possiamo dire che “Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione” è la biografia definitiva sull’attrice di Merano?

Doveroso da parte mia è segnalare che “Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione” è sì un mio lavoro, che si avvale però di alcuni importanti collaboratori: Roberto Poppi ha difatti catalogato gli attori, le maestranze, i visti censura e le recensioni d’epoca, confezionando così un volume che è una vera chicca per i cinefili. Sempre Roberto Poppi ha curato la revisione del volume prima che questo andasse in stampa, con un lavoro a dir poco certosino. Inoltre il volume accoglie diverse foto personali e rare gentilmente concessemi dalla stessa Gloria Guida, mentre Giacomo Di Niccolò mi ha fornito alcune foto dell’attrice di Merano attingendo dalla sua collezione privata.
Io spero di scrivere altre edizioni aggiornate, perché auguro a Gloria Guida di fare ancora un sacco di cose: televisione, teatro e – perché no? – cinema! Magari un bel film con Tarantino…

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Tra i suoi lavori di argomento cinematografico: Cannibal – il cinema selvaggio di Ruggero Deodato (Profondo Rosso, 2003), Orrore, erotismo e pornografia secondo Joe D’Amato (Profondo Rosso, 2004), Tomas Milian, il trucido e lo sbirro (Profondo Rosso, 2004), Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci (Il Foglio, 2006), Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni Settanta (Profondo Rosso, 2007), Fernando di Leo e il suo cinema nero e perverso (Profondo Rosso, 2009), Fellini – A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Cozzi stellari – Il cinema di Lewis Coates (Profondo Rosso, 2009 – edizione USA, 2011), Tinto Brass – Poeta dell’erotismo (Profondo Rosso, 2010), Storia del cinema Horror Italiano – vol.1/4 – Il Gotico (Il Foglio, 2011/2014), Laura Gemser e le altre (Profondo Rosso, 2011), Nude… si ride! – I registi e le attrici della commedia sexy – vol. 1 (Profondo Rosso, 2012), Grazie… zie! – I registi e le attrici della commedia sexy – vol. 2 (Profondo Rosso, 2012), Profumo di donna – le più belle attrici italiane degli anni Settanta (Profondo Rosso, 2013), Bruno Mattei – L’ultimo artigiano (Il Foglio, 2013), Soprassediamo! – Franco & Ciccio Story (Il Foglio, 2014). I suoi romanzi più recenti sono: Fame / Una terribile eredità (Perdisa, 2009 – Il Foglio, 2015), Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino (Acar, 2014), Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano (Historica, 2015).

Pagine web:
www.infol.it/lupi 

Blog di cinema: La Cineteca di Caino
cinetecadicaino.blogspot.com 

E mail per contatti: lupi@infol.it

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Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione - Gordiano Lupi - Il Foglio letterario - collana: cineteca di Caino - pagine: 250 - 1ma edizione: 2015 - Isbn 9788876065941 - prezzo: 15 Euro

martedì 1 marzo 2016

La notte della Donna Nera di Marco Candida. Non è Simenon, ma è interessante

La notte della Donna Nera di Marco Candida

Non è Simenon, ma è interessante


Iannozzi Giuseppe


La notte della donna nera - Marco Candida 


Essere o non essere come Maigret, questo è il dilemma! Con La notte della Donna Nera (Il Foglio letterario), Marco Candida dà corpo a un thriller che mette a nudo il cuore nero di certe donne: e sulla scena la sempiterna battaglia del sesso. Nella batracomiomachia che è ne La notte della Donna Nera, tra le righe, non è possibile non riconoscere il germe del pensiero di Michel Foucault, perché il sesso conduce al potere e alla morte anche.

Da diversi anni, l’Ispettore Balti segue il caso della Donna Nera, un serial killer le cui vittime vengono decapitate. La Donna Nera uccide uomini, gli stacca la testa di netto e porta via i loro colli. Il perché nessuno lo sa, così come nessuno ha la benché minima idea di chi possa mai essere questa donna-demonio. Tornando a casa dall’ufficio, Balti la incontra nel suo appartamento. Come abbia fatto a entrare, Cristiano Balti non lo sa, sa però che è lui che lei vuole. Nella vita dell’Ispettore principalmente tre donne: sua sorella Paolina, l’ex moglie Elma, la figlia Selene. E tutt’e tre avrebbero dei buoni motivi per volerlo morto. Suo malgrado, l’Ispettore Balti sarà costretto a raccontare delle sue donne alla Donna Nera, che intende organizzare il suo stesso omicidio. Il piano è tanto chiaro quanto spregiudicato: dovrà essere uno dei suoi nemici, una delle tre donne a far fuori, una volta per tutte, Balti.

Marco Candida, un po’ scherzando – pesantemente però, come Quentin Tarantino in Kil Bill -, un po’ filosofeggiando sul perché e sul percome le donne finiscano col diventare le donne che ci meritiamo, ci suggerisce l’idea che, alla fin dei conti, “uomini e donne si determinano a vicenda”. E se questa verità ce l’ha un senso, è anche vero che le solitudini, siano esse progettate a tavolino o dovute al Caso che con noi gioca come birilli, non poche volte ci conducono sull’orlo di una abissale follia.
Ne La notte della Donna Nera non ci sono eroi, tutti sono vittime e tutti sono a loro modo piegati, piagati da una smania di protagonismo che li allontana da sé stessi, dalla bellezza. Un romanzo di rottura questo di Marco Candida rispetto ai suoi precedenti lavori, anche se, ad onor del vero, non è la prima volta che l’autore si cimenta con la narrativa di genere. Il risultato, se non è quello di un novello Georges Simenon, è comunque interessante.

Marco Candida ha pubblicato nove romanzi e una raccolta di racconti. Nel 2011 è stato inserito nell'antologia americana Best European Fiction a cura di Aleksandar Hemon per Dalkey Archive Press.

Il blog di Marco Candida:

La notte della donna nera. Dimmi chi sono i tuoi nemici - Marco Candida - 1ma edizione: 2016 - Il Foglio letterario - collana: narrativa - Isbn: 9788876065835 - pagine 215 - prezzo: 12 euro