mercoledì 20 aprile 2016

Malapianta – Dario Buzzolan – Baldini & Castoldi

Malapianta - Dario Buzzolan


Baldini & Castoldi


Malapianta


Che cos’hanno in comune Mina e Antonia? Niente, in apparenza; o forse moltissimo. L’essenziale è che, quando s’incontrano, non si lasciano più. Nonostante i diciassette anni di differenza. Da due mondi distanti ne creano uno segreto, accogliente. Si vogliono bene. E, insieme, combattono i fantasmi che le perseguitano. Per la giovane Antonia sono le presenze che, si dice, infestano un elegante villino del precollina. Uno strano edificio di cui si è innamorata e dove vorrebbe andare a vivere con la famiglia. Anche se una maledizione, si dice, uccide chiunque ci metta piede. Per Mina, lo spettro è quello di Emme, suo antico compagno, spacciatore e padrone, tornato sotto nuove spoglie – ne è convinta – per ricominciare a tormentarla. Vivo più che mai: anche se Mina lo ha visto morire trent’anni fa. Emme e la casa. Intorno ai loro fantasmi (reali o frutto di ossessione?) ruotano decenni di odio, amore, segreti, menzogne, vigliaccherie. Soltanto insieme Ant e Mina potranno liberarsene. Soltanto insieme potranno scoprire la verità: su se stesse e sul segreto che le lega. Un romanzo che va dal buio alla luce, dove i vivi, al contrario delle classiche ghost story, fanno molta più paura dei morti
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Dario BuzzolanDario Buzzolan ha pubblicato sei romanzi: Dall’altra parte degli occhi (Premio Calvino 1999), Non dimenticarti di respirare (2000), Tutto brucia (2003), Favola dei due che divennero uno (2007), I nostri occhi sporchi di terra (candidato al Premio Strega 2009), Se trovo il coraggio (2013). È autore di testi teatrali, sceneggiature, saggi sul cinema e programmi tv.


Malapianta - Dario Buzzolan - Baldini & Castoldi - Collana: Romanzi e racconti - Ean: 9788868528973 - Pagine: 288 - Prezzo: € 16.00

martedì 19 aprile 2016

Lettere matrimoniali – Claudio Lolli – Un salmo di passione sensuale – recensione

Lettere matrimoniali - Claudio Lolli

Un salmo di passione sensuale


Iannozzi Giuseppe


Lettere matrimoniali - Claudio Lolli 


Lettere matrimoniali di Claudio Lolli si presenta al lettore come un salmo, come una preghiera e una messa laica che celebra l'amore riconoscendogli spiritualità e corporeità. Claudio Lolli, quasi di certo più noto al grande pubblico in qualità di cantautore, è forse ancor più accattivante in veste di scrittore. E sebbene sia impossibile o quasi fare dei raffronti con altri romanzieri, è però bene sottolineare che Claudio Lolli non è di certo uno scrittore parrocchiale, uno di quelli che vanno oggi purtroppo di moda e che presto finiranno nell'oblio, in un non poco profondo pozzo sol pieno di ovvietà.
Tenero e duro, romantico, e sporcaccione con eleganza catulliana, Claudio Lolli, con Lettere matrimoniali, potrebbe forse esser accostato ad autori quali Marcel Proust, Samuel Beckett, Lev Nikolàevič Tolstòj, Fëdor Dostoevskij, ma anche e soprattutto a Boris Leonidovič Pasternak e Leonard Cohen.


Claudio Lolli 


Lettere matrimoniali è un intreccio di tante storie, anche se a spiccare sono principalmente due figure femminili, la moglie e la madre di Claudio. Le due donne, tratteggiate con piglio omerico, rappresentano idealmente e la salvazione e la dannazione, questo perché l'esistenza senza l'alchimia del femmineo non avrebbe senso alcuno. E al femmineo non può non sposarsi il "senso dell'attesa", senza però mai toccare apici teatrali votati all'assurdo; e se vero è che per Catullo la passione sensuale è valore fondamentale dell'uomo, Claudio Lolli non gli è da meno. La passione sensuale è così anche necessaria nevralgia che l'autore estrinseca pagina dopo pagina, brano dopo brano, sempre stando ben attento a non affogarla in un realismo sporco (o bukowskiano che dir si voglia).


Tu non sei mai stata, né mai sarai, la bella bambolotta con cui placare e soddisfare i pruriti pubici. Tu sei il mio amore. Ed essere dentro di te è l’unico momento in cui io mi sento veramente tranquillo, appagato: ho trovato l’altra metà di me che non conosco e non possiedo, ho trovato la completezza che da sempre mi manca, la serenità, l’approvazione e la fiducia che vado cercando da quando sono nato. Gratis. Senza nulla in cambio. Se non, spero, una sensazione di reciprocità. È un’intimità impagabile (anche in senso etimologico), è una meravigliosa caduta verso una morte felice, da cui si riemerge allo stesso tempo sudati e rinfrescati. Per questo, credi che le mie attenzioni non vogliono essere né volgari (e perché mai?) né aggressive o insistenti. Quando ti sembrano moleste dimmelo con tranquillità e affetto, e io capirò. (Se lo fossero sempre il discorso sarebbe un po’ diverso…) Fare l’amore con te l’altra notte, col tuo reggiseno, sentirti dire, forse un po’ eccitata: “Sfregatelo, strusciatelo”, è un’esperienza che non dimenticherò, è stato un sentirti profondissimo. Il mio amore è molto profondo, sincero, autentico e indomabile.


Da Lettere matrimoniali - Claudio Lolli


Lettere matrimoniali di Claudio Lolli è senza ombra di dubbio molto di più di un romanzo e basta, è cultura destinata a resistere al tempo e alle mode tutte.


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Claudio Lolli è uno scrittore, poeta, professore liceale e cantautore. Qui la pagina dedicata al Poeta che ha affascinato e continua ad affascinare intere generazioni:

https://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Lolli

Lettere matrimoniali - Claudio Lolli - Laurana editore - Collana: Rimmel - pp. 232 - € 15,00 - ISBN 978-88-98451-46-3

mercoledì 6 aprile 2016

BUKOWSKI, RACCONTA! – a cura (e traduzione di Giuseppe Iannozzi) – Il Foglio Letterario – anteprima

BUKOWSKI, RACCONTA!


a cura (e traduzione( di Giuseppe Iannozzi


Bukowskil, racconta! - a cura (e traduzione) Iannozzi Giuseppe 

Questo libro racconta

Bukowski, racconta! Nel corso dell’ultimo ventennio su Charles Bukowski si è detto di tutto e di più, con cognizione di causa o no. Intorno alla figura dello scrittore maledetto sono fiorite diverse leggende metropolitane, e va da sé che in molti hanno tentato di imitarlo, senza però riuscirci. Da quando Fernanda Pivano l’ha fatto conoscere al mondo, l’ascesa di Bukowski è stata inarrestabile; e anche dopo la sua morte, avvenuta a 73 anni, tutti i suoi lavori continuano a essere stampati e ristampati con grande successo. Non serve pubblicità, l’opera di Bukowski vende e basta, anche se molti accademici, ancor oggi, si ostinano a non omaggiarlo.

In Bukowski, racconta! sono raccolti alcuni lavori bukowskiani apocrifi, di difficile o impossibile attribuzione: una manciata di poesie e molti racconti, oltre a una intervista inedita allo scrittore. Il materiale qui presentato, in prima battuta apparve su diversi giornali underground: poesie e racconti recavano una sola iniziale, una B o una C, e in rari casi un nome, Henry. Impossibile dire se siano delle prove di scritture nate dalla mano di Charles Bukowski o se siano invece opera di uno o più ubriaconi che ieri tentarono di imitarlo; fatto sta che, per stile e tematiche trattate, le poesie e i racconti presenti in questo volume sono dannatamente intriganti, pulsanti di un politicamente scorretto, che solo Hank (forse) sapeva maneggiare con impareggiabile classe anarcoide.

Un breve estratto

Int.: Scrivere è anche lavorare.

Buk: Non direi proprio… un paio di bottiglie non bastano se uno vuole scrivere una buona poesia. Il problema è poi solo uno, riuscire a non farselo venire duro, altrimenti tutto va a puttane. Scrivere è un esercizio, un esercizio sessuale… non è detto che quello che scrivi poi sarà letto da qualcuno. Si scrive così come si fa sesso, sul divano di casa, o quasi di nascosto, nella toilette delle signore.

Int.: I suoi libri si vendono?

Buk: Non lo so, non ho mai pensato che scrivere serva a vendere e basta. La gente legge quello che gli piace… penso che la gente mi legge perché parlo di loro e non di cose che non conosco.

Int.: Lei legge?

Buk: Ho letto parecchio, molte cose che ho letto non me le ricordo. Quando una storia ti annoia la rimuovi dalla testa, ecco tutto, niente di più semplice.

[…]

Buk: A volte capita che legga qualcosa e che mi faccia del male. Capita che legga perché non ho sottomano una bottiglia o una donna, ma è come buttar giù del vino cattivo; e dopo, alla fine, non sei né ebbro né altro… hai solo un dolore sordo che ti trapana da tempia a tempia. Ha mai bevuto del vino cattivo? Se sì, allora può capire cosa intendo.

[…]

Int.: Le donne, capisco, il suo chiodo fisso.

Buk: La figa la posso riempire, la politica e Dio no.

www.ilfoglioletterario.it


Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore. Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Con il foglio letterario ha pubblicato La lebbra. Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (http://goo.gl/7fiaLo) . Scrive per diverse testate online e la free press.