mercoledì 1 luglio 2020

Patrizia Violi - Breve storia della letteratura rosa

Breve storia della letteratura rosa


Patrizia Violi ci assicura che sono
un necessario anestetico con modesti
e sopportabili effetti collaterali

Iannozzi Giuseppe

Breve storia della letteratura rosa - Patrizia Violi - Graphe.it edizioniChe cosa possono darci i romanzi rosa? E quali sono? Personalmente non amo gli Harmony, e se proprio devo leggere un romanzo d'amore allora che sia un Capolavoro come "Via col vento" di Margaret Mitchell o "Il delta di Venere" di Anaïs Nin. Volendo tornare molto indietro nel tempo, è per me d'obbligo citare "La morte di Artù" di Thomas Malory. Si obietterà che gli autori da me citati non sono dei veri e propri autori di romanzi rosa, ed allora vado ancora più indietro nel tempo scomodando Lucio Apuleio (Amore e Psiche) e Petronio Arbitro (Satyricon). La verità è che tutti i romanzi, moderni e no, in un modo o nell'altro affrontano l'amore, questo strano sentimento che da sempre fa impazzire l'umanità e che è al centro di tantissime storie contenute nella Bibbia e in tanti altri testi sacri. Jeanne-Marie e Frédéric Petitjean de la Rosière (conosciuti con il nome di Delly) furono i primi a scrivere romanzi dichiaratamente rosa, Fecero seguito i lavori di Alphonsine Zéphirine Vavasseur, Elinor Glyn, Emma Orczy, Liala, Fabio Volo, Federico Moccia, Marc Levy, etc. etc. Nella collezione Harmony ci sono centinaia di autori, che ogni anno sbarcano in edicola, facendo sognare con pochi euro un bel numero di donne. Le copertine dei romanzi Harmony sono molto patinate, sfrontatamente finte. Caratteristica degli Harmony è che gli stereotipi narrativi adottati sono poi sempre i soliti, non troppo dissimili da quelli delle soap opera. E allora perché "Via col vento" di M. Mitchell è un Capolavoro mentre un (romanzo) Harmony scritto da una Liala qualunque è una storia da dare in pasto attraverso le edicole e morta lì? Fate attenzione, questo lo dico io, Patrizia Violi è di ben altro avviso. "Breve storia della letteratura rosa" (Graphe.it edizion) di Patrizia Violi è un agile volumetto che ci fa conoscere un genere molto popolare, che non accenna a morire e che ogni anno rimpolpa le finanze di tanti editori. Val la pena di leggerlo, sicuramente.

Patrizia Violi, giornalista, vive e lavora a Milano, collabora con la 27maOraFutura e la Lettura del Corriere della Sera, occupandosi di attualità, costume e psicologia. Ha pubblicato Love.com (Emmabooks), Una mamma da URL e Affari d’amore (Baldini & Castoldi), La vigilia di Natale (Graphe.it) e L’amore è una bugia (Giunti).

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Breve storia della letteratura rosa

Patrizia Violi - Breve storia della letteratura rosa - Graphe.it edizioni - collana: Parva [saggistica breve], 16 -pagine 90 - pubblicazione: 2020 - ISBN:9788893721028 - €8,00

John Dos Passos - Iniziazione di un uomo

John Dos Passos racconta i poveri soldati che vanno a morire in "Iniziazione di un uomo"

Iannozzi Giuseppe


John Dos Passos - Iniziazione di un uomo - Marietti editore

Raccontare la guerra, dire della morte, di come si va al macello, incontro a un destino voluto da folli seduti su poltrone di potere, è una impresa nella quale solo un grande scrittore può riuscire. Era ieri la guerra diversa rispetto a oggi? Forse sì: la prima guerra mondiale ha segnato l'uomo, lo ha costretto dentro alle trincee, e non da ultimo gli ha bruciato i polmoni con le terribili bombe a gas. La guerra del 14 18 ha ucciso migliaia di giovani. E la paura di morire in una follia fratricida, nel corso degli anni, non è mutata. Oggi si muore più facilmente, non c'è quasi più il "corpo a corpo"; oggi basta un bombardamento aereo per falciare centinaia di vite; oggi è sufficiente sganciare una bomba atomica per ridurre in polvere una città e tutti i suoi abitanti; oggi i droni e i satelliti colpiscono i bersagli, civili e militari; oggi gli eserciti si muovono in maniera diversa, e di rado si incontrano su un campo di battaglia. Ieri come oggi, rimane la paura, quella di morire e di non sapere come e perché.

Iniziazione di un uomo di John Dos Passos racconta la guerra, i poveri soldati che l'hanno fatta perché obbligati, perché comandati a uccidere. L'autore descrive la morte per quel che è veramente, senza abbellirla, senza farla passare per qualcosa di eroico. Iniziazione di un uomo di J. D. Passos è un libro di grande attualità, un romanzo forte, una denuncia contro la stupidità della guerra; è un Capolavoro che va messo accanto ad "Addio alle armi" di Ernest Hemingway.

John Dos Passos (1896–1970), scrittore, drammaturgo e giornalista statunitense, ha descritto nelle sue opere la vita americana del primi trent’anni del Novecento. Diplomato ad Harvard, partecipò alla prima guerra mondiale in Italia e in Francia come addetto a un reparto di sanità dell’esercito americano.

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John Dos Passos - Iniziazione di un uomo

Iniziazione di un uomo - John Dos Pasos - Nota di lettura di Domenico Quirico - tradotto da Alessandro Pugliese - Marietti Editore - collana: 1103 I melograni, sezione: Narrativa - prima edizione: gennaio 2020 - pagine: 192 - ISBN: 9788821110122 - € 14,50

Il volo dell'ape - Lorenzo Lanari

Il volo dell'ape - Lorenzo Lanari


Un romanzo imperniato
sui veri valori della vita

Iannozzi Giuseppe

Il volo dell'ape - Lorenzo Lanari - Graphe.it

Il volo dell'ape (Graphe.it Edizioni) è la prima prova letteraria di Lorenzo Lanari. Lo stile di Lanari è semplice e diretto, e a tratti potrebbe ricordare quello di alcuni autori che oggi, soprattutto fra i giovani, vanno per la maggiore. L’autore sottolinea che non siamo di fronte a un romanzo di formazione, e lo dice a chiare lettere in una intervista rilasciata a Perugia Today: “Potrebbe essere, ma ritengo che sia un romanzo in cui si racconta il processo di maturazione di una persona. Come le api hanno un’organizzazione gerarchica che si sviluppa nella crescita esistenziale, con le api che maturano nella crescita, così il personaggio del romanzo passa dalla spensieratezza della gioventù alla maturità, condivide esperienze con amici e conoscenti, cresce grazie agli insegnamenti della vita fino a giungere alla vita adulta”.

Michele Panelli pensa a se stesso come a un’ape bottinatrice. Perché? “Dovessi compararmi a un’ape, direi che assomiglio a un’operaia: in continuo movimento e in costante crescita gerarchica. Nutrice, spazzina, guardiana, ceraiola e infine bottinatrice, che è come, senza esagerare, mi sento ora. [...] La mia è una storia comune, fatta di esperienze belle, brutte, faticose, gratificanti, sorprendenti. Una persona che è oggi il risultato di ciò che ha vissuto e di ciò che è stata; di quello cioè che ha appreso con l’esperienza, l’altro nome che diamo, come direbbe Oscar Wilde, ai nostri errori". Michele è un ragazzo che ha le idee piuttosto chiare, vuole continuare a studiare e non è suo desiderio entrare a far parte dell’organico dell’azienda di suo padre. Ama le api, certo che sì, ma dentro di sé sente che il suo destino non è quello di stare in un ufficio dirigenziale, seduto in poltrona a impartire ordini, e così, un bel giorno, annuncia ai suoi cari di voler studiare lingue, a Roma. Una volta sistematosi nella città eterna, Michele fa la vita dell’universitario: studia, qualche volta alza un poco il gomito insieme ai suoi amici, fa nuove conoscenze. Michele sa di non essere il tipo per cui le donne perdono la testa: è piuttosto impacciato, e soprattutto crede nell’amore, in quello vero, ed è sicuro che un giorno incontrerà la donna della sua vita. Michele in questo non sbaglia; subito dopo essersi laureato, una silfide di sangue spagnolo gli ruba il cuore, e lui non potrà far altro che seguirla fino in Spagna.

Il volo dell’ape, pur contenendo qualche accenno alle esperienze vissute dall’autore, non è un romanzo autobiografico, è invece una storia che ci porta a scoprire quelli che sono i veri valori della vita. L’autore, prediligendo uno stile mai circonvoluto o denso di citazioni letterarie, strizzando debolmente l’occhio ad autori quali Bianca Pitzorno, Paola Mastroccola, Mario Desiati, dà vita a una storia tanto avventurosa quanto edificante.

Il volo dell'ape mette in evidenza un insegnamento  essenziale, semplice e difficile allo stesso tempo, quello del Mahatma Gandhi: “Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre”. Davvero un gran bell’esordio quello di Lorenzo Lanari, che con una narrazione pulita, deamicisiana, dimostra a lettori e scrittori che i romanzi sono veramente belli quando nascono dal cuore.

Lorenzo Lanari è nato a Perugia nel 1978, è sposato e ha due figli. Si è laureato a Roma in lingue e letterature straniere con indirizzo interprete di conferenza presso la Libera Università San Pio V. Ha lavorato come professore di italiano per stranieri presso l’Università Urbaniana di Roma ed è stato per quattro anni direttore del corso di laurea presso la Scuola Superiore di Mediatori Linguistici di Perugia, dove ha anche insegnato traduzione dallo spagnolo. Mosso dalla voglia e dall’esigenza di provare una nuova esperienza formativa, ha vissuto due anni in Spagna con la famiglia, dove ha insegnato italiano per stranieri e ha conseguito un master in Investigación en Lengua Española presso l’Università Complutense di Madrid. Dal 2019 è tornato nel capoluogo umbro, dove ha ritrovato il suo antico ruolo di direttore didattico del corso triennale della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici; è anche dottorando presso la facoltà di traduzione e interpretazione di Soria.

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Il volo dell'ape - Lorenzo Lanari


Il volo dell'ape - Lorenzo LanariGraphe.it edizioni - collana: Logia [narrativa], 16 - pagine: 144 - disponibile dal 21-03-2020 - ISBN 9788893720977 - €10,90

William Golding - Il Signore delle Mosche

William Golding - Il Signore delle Mosche


Capolavoro assoluto della Letteratura mondiale


Iannozzi Giuseppe

William Golding - Il Signore delle Mosche


William Golding nacque a St. Colomb Minor, in Cornovaglia e morì a Falmouth nel 1993. Golding, maestro elementare di simpatie steineriane mai disconosciute, ebbe una vita abbastanza sregolata almeno fino allo scoppio della IIa Guerra Mondiale, che combatté in qualità di ufficiale della Marina britannica. Dopo il congedo riprese a insegnare e a scrivere, finché il grande successo ottenuto con Il Signore delle Mosche non gli consentì di abbandonare il lavoro. Nel 1962 abbandona definitivamente l’attività lavorativa e si ritira a scrivere a tempo pieno in campagna, nella sua amata Cornovaglia. William Golding nel 1983 ottenne il premio Nobel per la letteratura. Dopo Il Signore delle Mosche (il libro uscì in Inghilterra nel 1954 grazie al caloroso appoggio di T.S. Eliot, ma il grande successo giunse con l’edizione economica pubblicata negli Stati Uniti nel 1959, la quale divenne un vero e proprio oggetto di culto, soprattutto tra i giovani). Golding scrisse numerosi altri romanzi, fra cui vale la pena ricordare almeno Le due morti di Christopher Martin (1956)Caduta libera (1959), La piramide (1967), Oscuro visibile (1979), e la trilogia costituita da Riti di passaggio(1980), Calma di vento (1987), Fuoco sotto coperta (1989) e il dramma teatrale Farfalla d’ottone (1958).

Un aereo precipita su un’isola deserta: è in corso un conflitto planetario. All’impatto dell’aereo sopravvivono solo alcuni ragazzi; questi subito si mettono all’opera per sopravvivere e dar vita a una società tribale senza l’aiuto e, soprattutto, senza il controllo degli adulti. All’inizio, la società tribale dei ragazzi, per quanto abbia una organizzazione abborracciata, riesce a seguire le regole che si è imposta; poi, quasi repentinamente, la società costituita comincia a disgregarsi, infatti nello spirito dei ragazzi emergono terrori irrazionali e comportamenti asociali, che metteranno a nudo la vera natura umana, quella più intimamente selvaggia e repressa. A un certo punto è inevitabile, quasi naturale, che la società si divida in due gruppi; uno schieramento è capitanato da Jack, forse il ragazzo più sovversivo e al contempo più suscettibile alle lusinghe del potere, l’altro da Ralph, un tipo più pavido rispetto a Jack ma maggiormente responsabile di sé; Jack fa parte di un gruppo di cacciatori superstiziosi che adorano il Signore delle Mosche, ossia una testa di maiale trafitta da un palo di legno e attorniata da nugoli di mosche. Il giovane Ralph, che si oppone ai cacciatori, a suo modo fragile ma più assennato, organizza un gruppo di ragazzi costruttivi e pacifisti. Tuttavia, alla fine, lo scontro fra i due schieramenti antagonisti sarà inevitabile: l’istinto di sopravvivenza viene ben presto sostituito da un istinto tribale (antropologico), che vuole la morte degli avversari e Jack diventa, inconsapevolmente il signore della morte. Raph riuscirà a salvarsi dalla furia assassina di Jack solo grazie all’arrivo improvviso di alcuni marinai.

Romanzo a tesi sulla naturalità antropologica/ancestrale del male, Il Signore delle Mosche è soprattutto una realistica analisi della psicologia che muove i giovani, con una profonda e sconsolante riflessione sui fondamenti antropologici relativi alla violenza e alla brama di potere. In definitiva, i bambini non sono immuni dal male perché ESSI sono gli uomini del domani, e proprio come i genitori solo saranno capaci di dar sfogo alle loro smanie di guerra, di potere, di prevaricazione dei diritti umani.
Con Il Signore delle Mosche William Golding sembra quasi voglia asserire (e ammettere) che l’innocenza infantile è una ingenuità, o meglio, una illusione prodotta ad arte dalla società per credersi ancora capace di dare al mondo una umanità nuova, una generazione migliore rispetto a quelle precedenti, dei padri. I bambini sono innocenti come e quanto gli adulti, l’innocenza quindi non esiste: esiste soltanto la natura umana che sottostà all’istinto animale e che porta a uccidere e ad organizzarsi in tribù per dar corso a inevitabili guerre fratricide, ne consegue che la violenza operata sui propri simili darebbe un qualche significato alla vita, alla morte, e soprattutto alla sopravvivenza.

Il Signore delle Mosche, quattordici milioni di copie vendute nei paesi di lingua inglese, è la magistrale prova d’esordio e il manifesto letterario/sociologico del grande William Golding; il pensiero di Golding si potrebbe riassumere con questa sua stessa affermazione: “L’uomo produce il male come le api producono il miele”. Siamo di fronte a un Capolavoro assoluto, a un classico della Letteratura mondiale che non passerà mai di moda.

William Golding - Il Signore delle Mosche - Traduttore: Laura De Palma - Mondadori - Collana: Oscar moderni - Anno edizione: 2017 - Pagine: 263 - ISBN: 9788804676850 - € 13,00